Ma perchè non tassiamo i travestiti?

I dati aggiornati li ha pubblicati il Corriere della Sera martedì 5 novembre: 9 milioni di italiani vanno a prostitute in media una volta ogni 15 giorni. Considerando un costo medio di 50 euro “a prestazione”, vuol dire un volume d’affari di 900 milioni di euro al mese, di 11 miliardi di euro all’anno. Più o meno, le tasse che evadono le prostitute sono attorno ai 4 miliardi di euro, tutti soldi che si portano all’estero. In Italia, siccome siamo tutti dei perbenisti, non è moralmente corretto far pagare le tasse a queste povere ragazze: meglio lasciarle nelle mani degli sfruttatori anziché legalizzare e tutelare la loro posizione, perchè è moralmente scorretto pensare che lo Stato guadagni soldi da povere ragazze che vendono il loro corpo. Va bene, se proprio non vogliamo tassare "povere ragazze indifese", allora, per lo meno, tassiamo i travestiti: loro non sono ragazze indifese, sono uomini e certo non fanno un lavoro più duro dei minatori e dei contadini, che sono tassati fin sopra i capelli. 

Dobbiamo smettere di essere perbenisti: siamo in un Paese che ha le tasse più alte d’Europa e offre i servizi peggiori, dobbiamo finire di farci prendere in giro da chi dice che l’anno prossimo la pressione fiscale calerà dal 44,2% al 44,1%: vuol dire che lo Stato, per ammazzarci, ci sparerà 441 fucilate anziché 442. E’ tempo che tutti facciano la loro parte, anche prostitute, travestiti e gigolò.

Piero Uboldi