La ‘ndrangheta nei nostri Consigli comunali

A Roma il municipio della capitale era in mano alla mafia che, attraverso politici e tecnici corrotti e cooperative di comodo, aveva messo le mani su grossi business: dalla raccolta rifiuti alla gestione dei profughi. Davvero la vergogna d’Italia. Ma credere che queste cose possano accadere solo “in alto”, nelle grandi città, è un grave errore: la mafia c’è anche qui da noi, è la ‘ndrangheta calabrese.

Proprio nei giorni scorsi è venuto chiaramente alla luce un fatto preoccupante: la ‘ndrangheta vuole infiltrarsi nella politica, vuole entrarci dentro, vuole mettere uomini vicini al suo ambiente nei consigli comunali. Il primo caso era venuto alla luce a Bollate, dalle indagini sull’inchiesta Infinito, poi c’è stato il caso di Cesate col tentativo di portare in Consiglio comunale personaggi amici, adesso “Il fatto quotidiano” racconta di due informative dei Carabinieri in cui si sostiene che un caso del genere sarebbe avvenuto anche a Senago. Per non parlare di Desio, che è fuori dalla zona del Notiziario ma è un caso emblematico.

Insomma, a Bollate, a Cesate, a Senago, a Desio ambienti vicini alla ‘ndrangheta o veri e propri clan vogliono inserirsi nei consigli comunali. Qualcuno può pensare che siano iniziative singole e isolate, ma l’impressione è che, invece, sia un disegno suggerito forse dall’alto. E allora perché non pensare che lo stesso possa avvenire anche negli altri comuni? Solo perché non ci sono informative dei carabinieri? Tenere gli occhi aperti è più che doveroso.

Piero Uboldi

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