Guardie e ladri in Italia e in Repubblica Ceca

Max è un quarantenne garbagnatese che ha deciso di cambiare vita: ha lasciato Garbagnate ed è andato a vivere in Repubblica Ceca, perché in quel Paese anche chi ha 40 anni può trovare lavoro e farsi una famiglia, al contrario di quanto avviene, purtroppo, in Italia. Ma anche in Repubblica Ceca c’è la delinquenza: molto meno che in Italia, ma c’è. E’ così che settimana scorsa i ladri hanno “visitato” l’appartamento in cui Max vive: hanno forzato la porta di casa e rubato alcuni orologi, per un valore di poche centinaia di euro. Se Max avesse subìto quel furto in Italia, forse non sarebbe neanche andato a denunciarlo, perché noi non siamo un Paese normale. La Repubblica Ceca, come l’Ungheria, la Polonia e le repubbliche baltiche, sono Paesi che ci sanno superando ad ampie falcate. Così Max ha denunciato il furto ed è rimasto a bocca aperta quando si è visto arrivare a casa la Polizia Criminale a rilevare le impronte digitali e perfino le impronte delle scarpe con il “luminol”. Perché così la polizia sa chi ha commesso il furto e, se anche prenderà il ladro più in là nel tempo, lo processerà anche per quel furto.

Stiamo parlando della Repubblica Ceca, non degli Usa o del Giappone: per loro questo è normale e forse potrete capire perché da loro il tasso di criminalità è molto più basso che da noi, che invece dobbiamo difenderci da soli come nel Far West, con gli antifurti, le porte blindate e le videocamere, che ovviamente dobbiamo pagarci da soli. E se entrano a rubarci in casa, peggio per noi.

Piero Uboldi