Uomini e mucche

In queste settimane l’Italia è scossa dall’invasione di uomini e donne che giungono dall’Africa. Qualcuno li chiama migranti, qualcun altro clandestini, in effetti sono in gran parte dei migranti clandestini, è un dato di fatto. Noi non vogliamo qui affrontare il tema dell’accoglienza, poiché è troppo personale, ognuno di noi valuta se sia più importante dare una speranza a queste persone o preservare le nostre comunità. Ciò che ci fa riflettere, però, è la nostra amata Europa: vi ricordate quando i produttori di latte facevano le barricate e i blocchi stradali per impedire l’arrivo del latte straniero in Italia? Il Governo fece rimuovere tali blocchi, perché noi avevamo delle quote di latte straniero che dovevamo importare per forza, poiché deciso dall’Europa: c’era chi aveva molto latte e allora noi dovevamo prenderlo, perché gli accordi sono accordi. Ebbene, adesso, col dovuto rispetto per gli esseri umani, sta accadendo qualcosa di simile al contrario: in Italia sbarcano centinaia di migliaia di stranieri, tutta l’Europa è d’accordo che non si possono lasciar affondare i barconi, tutti dicono che quegli esseri umani vanno salvati, ma nessuno vuole prendersi una quota di tali uomini e donne: Gran Bretagna e Ungheria hanno già detto no, Francia e Germania dicono sì a patto che l’Italia si tenga tutti gli altri (e sono moltissimi). Una beffa.

Insomma, a noi impongono le quote di latte per il bene delle mucche e dell’economia, ma loro non accettano le quote di esseri umani. Davvero una bella Europa abbiamo costruito.

Piero Uboldi