Una volta a votare si andava eleganti

Domenica dalle 7 alle 23 in alcuni comuni della nostra zona si andrà a votare per l'elezione del sindaco: Limbiate, Caronno Pertusella, Cislago, Carbonate… Si voterà anche in grandi città come Milano, Varese e perfino Roma.

Come sempre, anche in occasione di questo voto avremo un'ampia fetta di cittadini che non andranno a votare e questo un po' mi spiace. E' vero, c'è chi dice che anche non votare sia, in fondo, una forma di voto, ossia un voto di protesta.

Ma protesta in che direzione? Per chiedere che cosa? Troppo facile dire che chi non vota chiede che si butti via tutta la politica, che si cambi tutto, perché sono tutti ladri, tutti venditori di fumo e di promesse. Chi dice così è il primo ad aiutare i ladri e i venditori di fumo: si nasconde dietro al “sono tutti uguali” solo perché lui non sa distinguere i buoni dai cattivi, gli onesti dai ladri, le persone serie dai venditori di fumo.

Così dice che sono tutti uguali, che sono tutti ladri e non va a votare. Se invece fosse meno pigro, se si applicasse di più, se leggesse i giornali e si informasse bene, capirebbe che in Italia abbiamo anche persone serie, riuscirebbe col suo cervello a capire chi è pulito e chi no, chi è onesto e chi è “grigio”, chi ha proposte serie e chi populiste e a quel punto saprebbe benissimo chi andare a votare e aiuterebbe la democrazia a far emergere le persone valide.
I nostri vecchi per andare a votare si vestivano eleganti, perché avevano vissuto il regime e capivano che poter votare è un onore, un privilegio.

Oggi non capiamo più neppure questo.
Piero Uboldi