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Supermercati e vigilantes sotto il controllo della mafia, arresti e commissariamenti

Ci sono gran parte dei punti vendita Lidl della Lombardia, tutti quelli della nostra zona, tra quelli finiti sono l’amministrazione giudiziaria del Tribunale di Milano in seguito alla maxi operazione di Guardia di Finanza e Polizia di Stato, avviata nelle prime ore di oggi.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 15 soggetti (di cui 11 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 1 divieto di dimora), a vario titolo accusati di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei “Laudani” o “Mussi i ficurinia”.

L’operazione ha comportato anche l’amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economica nei confronti della Lidl Italia Srl, con riferimento alle Direzioni Regionali di Volpiano (TO), Biandrate (NO), Somaglia (LO) e Misterbianco (CT), che amministrano complessivamente 218 filiali. La società, come precisato dagli stessi magistrati, non risulta indagata, e l’istituto dell’amministrazione giudiziarla punta a ripulirla di infiltrazioni mafiose.

E’ stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle quote di 10 società e cooperative riconducibili ad un gruppo di Cinisello Balsamo operante nel settore della logistica, del facchinaggio e dei servizi alle imprese, alle cui dipendenze risultano circa 190 dipendenti nonché di 3 beni immobili, oggetto di intestazione fittizia.

E’ stato fissata anche un’udienza per decidere la nomina di un commissario giudiziale per 5 società riconducibili ad un altro gruppo di Cinisello Balsamo (operanti nel settore della sicurezza e della vigilanza, alle cui dipendenze risultano circa 600 dipendenti), che si occupa, tra l’altro, della sicurezza al Tribunale di Milano ed è stato disposto il sequestro preventivo d’urgenza per disponibilità finanziarie per un importo per equivalente di oltre 2,5 milioni di euro, derivante da reati di natura fiscale. Tra le persone coinvolte nell’indagine anche una funzionaria del Comune di Milano, un ex funzionario della Provincia di Milano

 

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