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Comperare casa a 1 euro: tutto vero, ecco dove

Prende sempre più piede l’iniziativa di alcuni comuni italiani di offrire immobili al prezzo simbolico di 1 euro, in cambio naturalmente della loro ristrutturazione.
L’iniziativa è nata dall’esigenza di riqualificare il patrimonio edilizio in stato di degrado di alcuni piccoli comuni ma anche di contrastarne lo spopolamento.
I piccoli comuni interessati sono molti e sparsi in tutto il Bel Paese.

Qualche esempio? Ollolai in Sardegna (nell’entroterra), Gangi, in Sicilia, ma anche Carrega Ligure, piccolo paese in provincia di Alessandria, dove sembra siano rimasti solo un’ottantina di abitanti.
Giusto per fare qualche esempio.

E se è vero che l’Italia non è solo Milano e Roma, ne esistono anche molti altri, magari piccoli, e un po’ fuori mano, ma sicuramente interessanti.
Molto spesso ad acquistare queste case sono persone della zona, se non proprio dello stesso paese, che, costrette a spostarsi per motivi di lavoro in città, desiderano comunque mantenere un legame con la propria terra di origine.

Ma sono anche molti stranieri gli acquirenti interessati a questi immobili: svizzeri, inglesi e olandesi primi tra tutti.
Se state pensando a un investimento, questa potrebbe essere una soluzione alternativa alla “solita casa al mare”.

Basterà scegliere una località non troppo isolata, magari non molto lontana dal mare, o da altre mete culturali e turistiche, e una volta sistemata l’abitazione potreste metterla in affitto.
L’acquisto di questi immobili è aperto sia ai privati che alle aziende.

Naturalmente, visto che il prezzo di 1 euro è puramente simbolico, l’acquirente si dovrà prendere una serie di impegni.

Per prima cosa bisognerà sostenere tutte le spese della redazione dell’atto di cessione (notarili, di voltura e di registro, di accatastamenti) oltre che presentare, solitamente entro un anno dall’acquisto, un valido progetto di ristrutturazione, ristrutturazione che dovrà essere avviata entro due mesi dalla data di rilascio della concessione edilizia.

Alcuni comuni, come Gangi, chiedono anche la stipula di una polizza fideiussoria a favore del Comune a garanzia della concreta realizzazione dei lavori.
Niente bufale quindi, ma impegni seri.

Questa iniziativa, che da parte dei comuni interessati ha principalmente lo scopo di non mandare “in malora” il patrimonio immobiliare dei piccoli paesi, è stata presa decisamente in considerazione da molti imprenditori, ma anche solo appassionati, provenienti da tutta Europa: motivo in più per farci un pensierino.

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