La guerra fredda che non vogliamo

notiziarioLunedì i governi di 14 Paesi della Ue hanno annunciato l’espulsione di numerosi diplomatici russi, come atto di solidarietà alla Gran Bretagna. Anche l’Italia, per non essere da meno, ne ha espulsi due. E’ stata, nel complesso, la più grande espulsione di massa di diplomatici del
la storia recente e molti osservatori la ritengono l’inizio della seconda Guerra fredda. Fin qui sono fatti noti. Ma sorge una domanda: chi ha deciso che l’Italia deve partecipare a questa nuova Guerra fredda? Chi ha deciso che l’Italia si deve schierare (sulla fiducia, perché di prove precise, al di là delle congetture, al momento non se ne vedono) con la Gran Bretagna anziché restare neutrale come hanno fatto, per esempio, Svizzera e Austria? Voi direte: “L’ha deciso il governo”.
Ed è qui il problema: che governo può far entrare l’Italia in una Guerra fredda, se in Italia un governo non c’è? Il governo Gentiloni si è dimesso ufficialmente sabato, le espulsioni sono state notificate lunedì: Gentiloni è rimasto in carica solo per sbrigare l’ordinaria amministrazione.
Chi l’ha detto che, anziché restare indipendenti, dobbiamo schierarci con Trump e May? Forse perché sono nostri alleati? Certo, ma anche la Turchia è nostra alleata e, quando ha impedito agli italiani di effettuare legittime perforazioni petrolifere a Cipro, violando tutti i trattati internazionali, Trump e May dov’erano? Perché non si sono mossi a difesa dell’Italia? Questa solidarietà ci pare un po’ a senso unico.
Piero Uboldi

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