Gli schiavi del Duemila

Domenica a Prato si è verificata una gravissima tragedia sul lavoro: sette lavoratori sono morti bruciati vivi in un’azienda. Una tragedia tanto terribile quanto evitabile. Sì, evitabile, perchè tutti sanno che a Prato ci sono centinaia di aziende gestite da cinesi in cui i dipendenti (verrebbe voglia di dire “schiavi”) dormono e lavorano nello stesso luogo. Si sa da anni, da anni si vedono servizi in tv su questa situazione, eppure nessuno controlla, nessuno interviene, nessuno arresta questi sfruttatori, questi schiavisti moderni. Nessuno, perchè siamo un popolo perbenista, che non s’indigna finchè non avviene la tragedia, fa finta di non sapere che ci sono decine di migliaia di schiavi cinesi e africani che lavorano in condizioni disumane nei campi agricoli del sud Italia e nelle aziende della zona di Prato. Lo sappiamo tutti, ma nessuno interviene e ora ci si finge indignati davanti a sette morti.

Ma questi schiavismi, questi laboratori-dormitorio, sia chiaro, esistono anche da noi. Ci sono comuni la cui Polizia locale è molto attenta e altri in cui lo è molto meno. Tempo fa ci fu un incendio in una ditta della nostra zona, noi corremmo sul posto, era notte e dal capannone accanto a quello in fiamme vedemmo uscire decine di cinesi in fuga. Segnalammo il fatto alla Polizia locale competente: secondo voi qualcuno è andato a fare un serio controllo?

Piero Uboldi

 

Il notiziario è un settimanale locale indipendente, che non riceve alcun contributo pubblico. Si può acquistare in formato cartaceo in circa 200 punti vendita a nord di Milano, oppure in formato digitale per Pc, tablet e smartphone, dal nostro store.