Presidio dei pendolari per salvare il tram

0712TramLimbWebAlle 10 in punto di sabato mattina, una cinquantina di pendolari del tram Limbiate – Milano , sono scesi al capolinea M3 Comasina, dove i binari della linea 179, in funzione   da 130 anni e che da giusto un secolo si spinge fino a Mombello di Limbiate, si interrompono proprio davanti alle scale della fermata della metropolitana. Una grande comodità, dal 2011, che ha portato ad una crescita continua degli utenti del servizio extraurbano su rotaia che ora potrebbe essere rimesso in discussione se la Camera confermerà il maxiemendamento con cui al Senato, i 60 milioni di euro già assegnati al progetto di riqualificazione del tram della Brianza, sono stati spostati sul tram di  Padova. "Una vera e propria beffa, che va contro ogni logica" -ribadivano ieri mattina i pendolari che hanno partecipato alla manifestazione promossa dai comitati civici che ormai da qualche anno sostengono la battaglia per la riqualificazione della linea, al fine di evitarne la chiusura per questioni di sicurezza, come già avvenuto tra l'aprile e l'ottobre dello scorso anno. "Giù le mani!" è l'invito esplicito contenuto in uno degli strisciodi protesta esibiti dai manifestanti davanti al capolinea del tram, tra la curiosità dei tanti passanti del quartiere Comasina, in giorno di mercato e di traffico intenso tra le uscite della Milano-Meda e della vecchia Nazionale dei Giovi, per gli eventi di Sant'Ambrogio a Milano.

"Proprio ieri mattina sono stati presentati 5 emendamenti riguardanti le metrotranvie della Brianza, a firma dei deputati del Partito Democratico, con primi firmatari, Eleonora Cimbro, Ezio Casati,  Matteo Mauri, Alessia Mosca e Roberto Rampi" – ha spiegato Sandro Archetti, consigliere comunale di Limbiate con delega sul progetto di riqualificazione della metrotramvia, presente ieri mattina al presidio dei pendolari. 

Alla protesta dei pendolari del tram si sono aggiunti alcuni esponenti del comitato contro il raddoppio della Rho-Monza. 

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