Sono italiano, anzi, veneto

Le mie origini sono venete ma sono (anche, e soprattutto!), per dirla alla Toto Cutugno, un “italiano vero” patriottico e orgoglioso. Un paio di cose però voglio dirle sul recente tentativo di “colpo di stato” (addirittura…!) messo in scena la scorsa settimana in terra Serenissima e coperto dalle solenni reprimende dei G.G.C. (Grandi Giornalisti Consociati).

Girando l’Italia per scrivere sempre sulla realtà che ho davanti agli occhi e non su quella che immagino, apprezzo in molti piccoli paesi della provincia veneta (ma lo stesso potrei dire di quella emiliano-romagnola, ad esempio), il rispetto delle regole e la grande laboriosità della gente. Siamo una repubblica fondata sul lavoro!

Quindi, Viva l’Italia, sempre, siamo d’accordo. Ma poi qui, nell’Hinterland milanese, alle porte della “capitale morale” d’Italia, che cosa ti vedo? Un tizio, non avrà 30 anni (faccia da pregiudicato o spacciatore di cocaina) a bordo di un enorme Suv tirato a lucido, mi taglia la strada per passare con il semaforo rosso. Appena protesto, frena di colpo e mi minaccia. Poi, sento di un tizio, protestato per debiti e reati contro il patrimonio, che ha aperto un bar, inaugurandolo (udite udite!) nientemeno che “alla presenza delle autorità”. Ecco, per colpa di questi due italiani (e di molti, troppi altri, come loro), io sempre più di sovente, a domanda, preferisco rispondere che… sono veneto, cio’!

Alberto Finotto