Assumiamo altri 100mila dipendenti pubblici. Evviva!

Il governo, in questa fine estate, annuncia che deve trovare le risorse per assumere altri centomila dipendenti pubblici, da destinare alla scuola. Voi direte: “Bene, così c’è più lavoro!”. Io non ne sono così convinto. Io dico: “Male, così ci saranno più tasse e balzelli ad ammazzare la nostra economia!”. L’Italia ha un numero di dipendenti pubblici folle, altissimo, esagerato ed è questo il vero e unico problema del nostro Paese: tutte le risorse dello Stato vanno a finire lì, negli stipendi pubblici, anziché usare quei soldi per aiutare a sviluppare il turismo, la cultura, i nostri fantastici prodotti agricoli, che porterebbero molti posti di lavoro in più… Invece no, non è possibile perchè non ci sono soldi. Potremmo essere il primo Paese al mondo, perché l’Italia è ricchissima di talenti, invece tutto va bruciato nello stipendificio. E la beffa è che il servizio pubblico, che dovrebbe essere il migliore al mondo visto quello che ci costa, invece molto spesso è solo burocrazia, è un nemico, un ostacolo, un far valere con frustrazione la propria unghia di potere.

Non c’è dubbio che la scuola pubblica vada rilanciata, non c’è dubbio che la via crucis dei precari vada risolta, ma una persona seria, un governo serio, prima di assumere altre 100mila persone, ne manda via 100mila inutili. Siamo con l’acqua alla gola, stiamo annegando nella melma, il debito pubblico continua a salire e noi assumiamo altre 100mila persone pagate con i nostri soldi? Qui c’è proprio qualcosa che non va.

Piero Uboldi