Gli Emirati Arabi non hanno più la loro copertura che ricorda le dune del deserto. Il Luna Park dell’Olanda rimane vivo solo nelle foto scattate. La rete del Brasile che ha fatto divertire migliaia di bambini (e non) è stata smontata. Resiste invece la Cina, anche se i suoi fiori arancioni sono armai appassiti. E la Polonia con le sue cassette di legno come ‘vestito’. Il giardino verticale degli Usa è stato smantellato, rimane solo lo scheletro metallico del padiglione americano.
E poi ci sono escavatori, container, arredi smontati. Reti da cantieri, cartelli di pericolo. E’ in corso lo smontaggio dei padiglioni di Expo Milano 2015. Impossibile sbirciare tra le reti del polo fieristico, l’unico modo per vedere cosa sta accadendo lungo il Decumano è una pagina Facebook.
Smontaggio Expo (Dismantling Expo) questo il suo nome, dove operai e maestranze che stanno lavorando da due mesi a Rho pubblicano le fotografie dello stato dei lavori. Hanno tempo fino a giugno prima di rimuovere padiglioni, arredi e alberi riconsegnando così le aree.
Proprio molti alberi ed essenze che hanno impreziosito il sito espositivo sono stati recuperati e donati ai comuni di Rho e Bollate che stanno ultimando la loro piantumazione negli spazi comunali.
Ciò che resterà in piedi come annunciato nei mesi scorsi saranno il Padiglione Zero, Palazzo Italia e l’Albero della Vita che potrebbero tornare fruibili già dalla prossima primavera in una cerimonia per ricordare Expo Milano 2015 a dodici mesi dalla sua inaugurazione.
Tutte le foto, i commenti e gli aggiornamenti sui lavori alla pagina Facebook Smontaggio Expo (Dismantling Expo).


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