Strage di Bruxelles: i falchi, le colombe e gli struzzi

Il triplice attentato di martedì mattina a Bruxelles è l'ennesimo anello di una catena che sembra non finire mai, anzi, i tragici episodi stanno diventando sempre più frequenti, al punto che nelle strade di molte città europee sono tornati a girare i soldati, come ai tempi della guerra. Facile è oggi dire che le “intelligence” dei vari Paesi debbano collaborare di più tra loro, facile è dire che occorre rafforzare i controlli. Ma il vero problema, probabilmente, non sono né la scarsa intelligence né gli scarsi controlli, il vero problema è che gli attentati avvengono sempre in città in cui esistono quartieri–ghetto abitati quasi esclusivamente da arabi, dove il malcontento diventa rabbia e la rabbia diventa scusa per coprire i terroristi. E' questo il vero humus in cui il terrore mette radici.

Ha ragione chi insiste nel dire che bisogna sforzarsi per aumentare l'integrazione, ma ha ragione anche chi dice che non si possono aprire le porte a tutti, perché l'integrazione diventa impossibile quando si mettono centomila persone a vivere tutte insieme nella miseria. C'è chi dice che bisogna essere falchi, c'è chi dice che bisogna essere colombe, la mia impressione è che in Europa oggi si sia più che altro struzzi: si vede il problema, si sa dove è necessario intervenire, ma è difficile farlo, allora si infila la testa in un buco e non si fa nulla, né per frenare l'invasione (in Europa ci sono già 40 milioni di musulmani) né per rendere vivibili i quartieri-ghetto.

Piero Uboldi