Hitler e Stalin

A Riga, capitale della Lettonia, si trova un “Museo della Memoria” che ricorda le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale. Voi penserete subito che in quel museo si racconta di Hitler, dei campi di concentramento e dello sterminio degli ebrei. No. Il Museo della Memoria di Riga racconta di Stalin, dei gulag e dello sterminio degli ucraini, dei lettoni e dei lituani.

Sì, perché purtroppo la Storia la scrivono i vincitori, ma i vincitori non sempre sono i buoni, o, per lo meno, non sono tutti buoni. Hitler era un criminale folle e sanguinario, questo è certo, ma Stalin era esattamente lo stesso, con la differenza che, se Hitler ha ucciso 6 milioni di ebrei, Stalin ha fatto morire 5 milioni di ucraini, se Hitler nei campi di concentramento ha ucciso 10-12 milioni di esseri umani, Stalin nei gulag ne ha fatti morire almeno 20 milioni. Se nei campi di concentramento si viveva in modo disumano, altrettanto avveniva nei gulag: in Siberia i prigionieri erano costretti a lavorare all'aperto anche se c'era una temperatura di -50 gradi. Solo se scendeva sotto i -54 gradi (meno 54 gradi!) non si usciva a lavorare.

Hitler e Stalin, dunque, sono entrambi mostri sanguinari, ma con una differenza: Hitler ha perso la guerra, i suoi crimini sono stati subito messi sotto gli occhi di tutti e i responsabili ricercati e spesso condannati a morte; Stalin la guerra l'ha vinta e per troppo tempo si è fatto finta di non vedere, di non sapere, di non capire. E nessuno è mai stato punito per quelle atrocità. E questo è pazzesco.

Piero Uboldi

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