Inaugurata al Pirellone una sala dedicata ad Enzo Tortora

Il Consiglio regionale della Lom

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Enzo Tortora
bardia ha intitolato una sala del “Pirellone” ad Enzo Tortora. Da oggi, la sala interviste al primo piano sotterraneo di Palazzo Pirelli, porta il nome del celebre giornalista e presentatore televisivo, vittima di una sconcertante vicenda giudiziaria.

“Il nostro auspicio -ha detto il vice Presidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti- è che la vicenda umana di Enzo Tortora possa essere di esempio e monito per l’opinione pubblica soprattutto per il suo calvario giudiziario e per le ingiustizie che ha dovuto subire in uno Stato che dovrebbe essere di diritto ma che troppo spesso se ne dimentica”. Il presidente regionale Raffaele Cattaneo, a Bruxelles per un impegno istituzionale, ha scritto: “Se da un lato il sistema giudiziario dimostrò in questa vicenda una superficialità sconcertante, dall’altro il sistema mediatico cedette alla tentazione di trasformare un giudizio popolare in un Giano bifronte, cavalcando la tigre giustizialista, che in Italia dorme, ma non muore mai”.

La cerimonia d’intitolazione si è tenuta alla presenza, anche del presidente della Commissione Ambiente Luca Marsico, promotore della richiesta d’intitolazione della sala, di Francesca Scopelliti, compagna di Tortora, già senatrice per due legislature e presidente della “Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora” e del giornalista e storico Pier Franco Quaglieni, cofondatore del Centro Studi Mario Pannunzio di Torino. Presente in sala anche la Vice Presidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi.

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La cerimonia è stata preceduta in Sala Pirelli da un convegno sul tema “Enzo Tortora: l’uomo, l’imputato, il giornalista”, patrocinato dal Corecom Lombardia e dell’Associazione culturale “Amici di Mario Berrino”.

Nel corso dei lavori è stato presentato il libro “Lettere a Francesca”, una raccolta di 45 lettere che Enzo Tortora ha scritto alla sua compagna durante i sette mesi di reclusione dal giugno del 1983 al 17 gennaio 1984, giorno in cui venne trasferito agli arresti domiciliari.