A votare con… un ferro di cavallo

Mentre l’Europa intera guarda con curiosità e apprensione a quanto sta accadendo in Catalogna, in Italia in questi stessi giorni sta compiendo passi decisivi la nuova legge elettorale, detta “Rosatellum bis”.

Tutti ne sentiamo parlare nei Tg, tutte le persone che, con senso civico, andranno a votare alle Politiche del 2018, dovranno fare i conti con questa legge. Ma chi ha capito esattamente come funziona? Pochi.

Noi non vogliamo dire che sia una legge buona o cattiva, perché questo dipende dal punto di vista (politico) di ciascuno. Ma ciò che appare evidente, se questa legge andrà in porto, è che votare diventerà più complicato e conteggiare i risultati ancor di più.

Ci saranno due schede, una per la Camera e una per il Senato, con sopra scritti i nomi di tutti i candidati del collegio per il maggioritario. Su ciascuna scheda dovremo esprimere due voti, uno per il maggioritario e uno per il proporzionale, ma non sarà permesso il voto disgiunto, che invece è permesso per le elezioni Amministrative.

Questo, inevitabilmente, causerà confusione ed errori perché tanti non lo sapranno. Per non parlare del lavoro che dovranno fare gli scrutatori: se un elettore mette la croce sul nome di un candidato sostenuto da più liste senza mettere la croce anche su una lista, il suo voto (per il proporzionale) sarà “spalmato” tra le liste che sostengono quel candidato.

Insomma, se il Rosatellum lo consentirà, portatevi nel seggio un bel ferro di cavallo: vi porterà fortuna e… ne avrete bisogno.

Piero Uboldi

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