Street food: una scommessa per gli imprenditori di domani

E’ risaputo che lo street food, molto diffuso in Asia e in Nord Africa, ha ormai preso piede un po’ ovunque, ma soprattutto è stato ampiamente sdoganato anche in Italia, soprattutto nelle città.

Se l’Italia è sempre stata considerata una “piazza” difficile per il food truck, per il valore conviviale e casalingo che viene dato al cibo e ai pasti, gli ultimi dati diffusi dalla Coldiretti sono invece molto incoraggianti.
Sono infatti sempre di più gli imprenditori che decidono di portare letteralmente “in strada” le proprie proposte culinarie. Si parla di un incremento annuo del 13%.
Il mercato però non è saturo: certamente chi ha voglia di cimentarsi in un’esperienza imprenditoriale di questo tipo dovrà cercare di avere idee nuove e di differenziarsi dalla massa, parola di Stefano Marras, autore di Food truck all’italiana (Edt) e fondatore dell’associazione Street food square.

Scordatevi quindi hamburger, patatine fritte e kebab, ormai diffusi ovunque. Molto meglio puntare sulla cucina regionale, perchè i clienti sono sempre alla caccia di sapori nuovi e anche lontani da quelli proposti dalla propria regione di appartenenza. Poterebbero funzionare anche proposte culinarie bio, vegetariane, vegane o senza glutine.
Se pensate di dedicarvi allo stree food ricordatevi anche che le città sono più difficili, perchè la concorrenza è serrata e partecipare a un evento di street food può arrivare a costare 2.500 euro per un solo weekend.

Meglio dunque puntare a eventi “minori”, magari in provincia, dove i centri storici sono facilmente raggiungibili e dove anche la clientela è meno abituata alla “street food mania”, e quindi più curiosa.
Gli ultimi consigli di Marras? Pensate a un mezzo elettrico per proporre i vostri manicaretti: non avrete problemi nelle zone pedonali. Cercate anche di coniugare la funzionalità del vostro mezzo a un minimo di creatività dell’allestimento, in modo da rendervi unici e inconfondibili.

Infine, per farvi conoscere fate catering, magari appoggiandovi ai produttori locali: stringete accordi con alberghi, enoteche, stabilimenti balneari, magari in occasione di eventi privati come compleanni o matrimoni, ma anche pubblici come le numerose sagre che si tengono in Italia.

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