In centro a Milano, arriva l'”ostello a capsule”

Le famose honeycomb, le micocamere insonorizzate per dormire qualche ora in aeroporto, come per esempio a Malpensa e Orio al Serio, arriveranno a breve anche in centro a Milano e più precisamente vicino a Corso Buens Aires, in via Giorgio Jan, verso la metà del prossimo mese di aprile.

Le minuscole honeycomb, chiamate così perché ricordano le cellette degli alveari, saranno 100 e saranno inserite in un complesso sviluppato in verticale, per un totale di circa 1.100 metri quadri, su cinque piani, di cui quattro come dormitorio e un piano destinato alle aree comuni.

L’idea di esportare questo sistema, molto diffuso nei paesi asiatici, dall’aeroporto al centro di una città è nata per incrementare il turismo locale e l’indotto economico che questo comporta. Ostelzzz, il nome del progetto nasce dall’intuizione di tre giovani, che nel 2014 hanno avvitato “Zzzleep and go”, realizzando queste micro camere ad uso dei passeggeri degli aeroporti. E ora la voglio riproporre anche in città.

Naturalmente gli spazi saranno molto ridotti (se siete claustrofobici lasciate perdere) ma saranno decisamente funzionali e hi tech. Saranno infatti presenti, oltre naturalmente a un comodissimo letto, un sistema di insonorizzazione, luci a led, uno schermo piatto con collegamento a internet per connettersi ai principali social network e chiaramente un sistema di ventilazione meccanica per cambiare l’aria.
Ogni sei cabine sarà poi disponibile un bagno.

La novità interessante di questo progetto è quella di voler rivisitare le classiche honeycomb secondo il classico spirito di un ostello, che tende a favorire i contatti e la condivisione tra gli ospiti, che in questo caso ci si aspetta siano principalmente turisti.
Oltre alla presenza di uno spazio comune dove poter socializzare, chi usufruirà di questo servizio avrà anche la possibilità di mettersi in contatto con gli altri ospiti attraverso i social, dove condividere, attraverso la creazione di eventi, idee per trascorrere il tempo: suggerire un ristorante, una mostra, uno spettacolo teatrale per esempio, in modo da informare gli altri ospiti ma anche di poter stringere nuove conoscenze, facendo qualche cosa insieme, proprio come negli ostelli tradizionali.

Gli ideatori del progetto hanno poi intenzione di proporre le microcamere anche in altre città turistiche, non solo italiane, ma anche nelle principali mete europee.
Insomma, gli spazi contenuti, e a quanto sembra anche i costi per gli utenti, potrebbero davvero portare una piccola rivoluzione nel mondo del turismo, con questa versione innovativa e tecnologica del “caro e vecchio ostello”.

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