Chi non paga la mensa avrà solo acqua, ultimatum nelle scuole di Limbiate

Oggi è l’ultimo giorno concesso alle famiglie di Limbiate che risultano ancora non in regola con il pagamento della mensa scolastica, per saldare il conto arretrato. Da mercoledì 2 maggio, alla ripresa delle lezioni, scatta la disposizione drastica decisa dal Comune: chi non ha pagato non avrà il pasto, i genitori dovranno andare a riprendersi i figli a scuola all’orario della mensa e riportarli per le lezioni pomeridiane. O, per dirlo ancora in maniera più chiara e forte:
“Da mercoledì 2 maggio, agli alunni non aventi diritto al servizio mensa verrà somministrata solo acqua” -come si legge nel cartello comparso all’ingresso di alcune scuole limbiatesi, la cui immagine sta circolando sui social e nelle chat dei genitori limbiatesi. Lo ha firmato Anna Origgi, dirigente scolastica di due dei tre comprensivi della città e arriva dopo due mesi di iniziative portate avanti dall’Amministrazione comunale per cercare di rientrare dei circa 250mila euro che mancano all’appello per il servizio mensa di mensa scolastica, solo nei primi 7 mesi di servizio, poiché 2 famiglie su tre non pagano il dovuto. All’inizio erano quai 1500 famiglie su 2200, ora quelle indietro con i pagamenti si sono ridotte a poco più della metà, l’ultimo dato disponibile dava ancora circa 800 famiglie non regolarizzate.

“Tutte le famiglie sono state avvisate delle tre opzioni che hanno a disposizione per risolvere il problema” -spiega la dirigente scolastica Anna Origgi, firmataria dell’avviso-shock- “Possono mettersi in regola pagando il dovuto, possono chiedere alla scuola l’esonero dal servizio mensa, che viene subito accordato, oppure possono recarsi in Comune, compilare l’apposito modulo in cui dichiarano di non essere in grado di saldare il conto per motivi economici e questo è sufficiente a non interrompere il servizio.

Purtroppo, ancora negli ultimi giorni abbiamo ricevuto a scuola telefonate di genitori che ci dicevano ma tanto voi non potete lasciare i bambini senza mangiare. Questo è un atteggiamento provocatorio che rappresenta una vera rinuncia della responsabilità genitoriale. Anche per questo motivo mi sono sentita di esporre quel cartello che vuole essere una risposta forte a questo atteggiamento di disinteresse. Inoltre -continua la dirigente scolastica- va tenuto presente che la scuola non può in nessun caso provvedere alla somministrazione di alimenti ai bambini, perché non conosce ad esempio le allergie, le intolleranze, le diete religiose: questi aspetti sono tutti in capo al servizio di ristorazione e non vengono gestiti dalla scuola”. I pagamenti effettuati oggi saranno subito registrati e la scuola mercoledì avrà gli elenchi aggiornatissimi, ha spiegato la dirigente. Chi non è in regola, dovrà venire a prendersi i bambini.

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