Il casellante dell’autostrada

notiziarioUna volta, viaggiando in autostrada, si arrivava al casello di uscita e si trovava il casellante che ci faceva pagare il dovuto. Era un’operazione così abituale e meccanica che non ci rendevamo quasi conto di avere davanti un essere umano.

Poi, purtroppo, la tecnologia ha quasi cancellato questa figura: sono arrivati i “Viacard”, i caselli col bancomat, ma soprattutto si sono diffuse le macchinette per il pagamento automatico, con una voce di donna quasi meccanica che ti augura pure “Buon viaggio”.

Si sono cancellati molti posti di lavoro, anche se le tariffe autostradali, tanto per cambiare, sono aumentate in continuo, così oggi le autostrade fanno lavorare meno gente e fanno pagare di più. Davvero un bell’affare.

Nei giorni scorsi, però, ho dovuto prendere più volte l’autostrada dal casello di Lainate e ho scoperto che lì, nelle ore di punta, lavora ancora il casellante in carne e ossa.
Che bello! Credetemi, era quasi una gioia arrivare, pagare (molto più velocemente che alla macchinetta), ringraziare e andare.

Un paio di volte abbiamo perfino scambiato due chiacchiere veloci.
E mi è venuto da pensare: un tempo non mi rendevo conto di aver davanti un essere umano, adesso che conosco le orribili macchinette automatiche, mi sembra quasi di avere un amico.

Piero Uboldi

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