Le colpe dei padri

notiziarioLe colpe dei padri non dovrebbero mai ricadere sui figli, è una regola fondamentale della civiltà umana. In Italia, invece, accade proprio il contrario. Tutti avete visto ciò che è successo domenica scorsa a Roma, con l’aborto del nascente governo Lega-5 Stelle.

Noi qui non vogliamo dire chi ha torto e chi ha ragione, perché la situazione è drammaticamente complessa e tutti sono convinti di essere nel giusto. Noi vogliamo invece riflettere: oggi l’Italia è tenuta davvero al guinzaglio dall’Europa, non perché l’Europa sia “cattiva”, ma perché è normale; qualunque creditore al mondo tiene al guinzaglio il suo debitore, specie se questo è debole come l’Italia.

Ma perché l’Italia è ridotta così? Di chi è la colpa? Il problema dell’Italia è che i debiti li hanno fatti i padri (politici) con sprechi folli, assunzioni scriteriate, baby pensioni… e adesso le conseguenze le pagano i figli (cittadini). Dal 1984 al 1986 il governo Craxi fece salire il debito pubblico di ben 172 miliardi di (attuali) euro, facendolo quasi raddoppiare; nel 1992 i governi Andreotti e Amato lo fecero crescere di altri 110 miliardi. Le colpe dei padri che ricadono ora sui figli.

Poi ci si mise anche Berlusconi, va detto, che nel 2009 lo fece crescere di 100 miliardi e l’anno dopo di altri 80. Adesso abbiamo ben 2.256 miliardi di euro di debito pubblico (nel 1980 erano solo 114), una follia.
Qualunque creditore, in una situazione simile, direbbe al debitore: “Adesso basta, adesso tu devi tirare la cinghia!”.
Ma andate a spiegarlo ai giovani che devono pagare per errori fatti quando loro neppure erano nati…