Lo sciopero dei cuochi

notiziarioLa notizia è di quelle che possono far sorridere, ma che nascondono in sé qualcosa di preoccupante.
A Las Vegas, capitale americana del gioco d’azzardo, 50mila cuochi, baristi e camerieri hanno proclamato uno sciopero a oltranza. Sapete contro cosa si battono? Contro i robot.
Sì, perché in alcuni casinò della città sono stati introdotti dei sofisticati robot che hanno sostituito i baristi. E in futuro la stessa sorte potrebbe toccare ai cuochi e ai camerieri: sostituiti da macchine che sanno svolgere, meccanicamente, il loro stesso lavoro.
E pare che lo facciano anche bene. La cosa ancor più sorprendente della vicenda è che cuochi, baristi e camerieri ce l’hanno in particolar modo con l’Italia, poiché a produrre il robot – barista è un’azienda italiana, con sede a Torino.
Dunque questa rivoluzione potrebbe arrivare rapidamente anche da noi, e sarebbe un dramma, perché i baristi in Italia (lo scrivevamo proprio qui qualche settimana fa) sono diventati i nuovi confessori della gente, i cuochi in Italia sono degli artisti e i camerieri, con la loro simpatia, spesso ci fanno sentire un po’ più vivi. Pensate cosa succederebbe se fossero sostituiti da robot…

Eppure il futuro sembra essere questo: secondo l’Ocse la metà dei posti di lavoro potrebbe essere automatizzata. Dal parrucchiere al giardiniere, dall’imbianchino al corniciaio…
Pensate a che mondo triste stiamo andando incontro, sempre nella logica del far guadagnare di più le aziende togliendo lavoro alla gente.

Piero Uboldi