Stress da vacanza, perché accade e come reagire

Per molti di noi, tempo permettendo, le vacanze sono ormai alle porte. Le abbiamo aspettate tutto l’anno, dopo un grigio inverno… ma ora che ci siamo quasi le ferie possono non essere così rilassanti come desiderava.
Secondo gli esperti infatti nei mesi estivi è la rottura della routine quotidiana a “destabilizzarci”, facendo aumentare in molte persone lo stress e l’ansia.
Ma perché ci si stressa anche d’estate? Secondo uno studio polacco, nonostante il maggior numero di ore di luce, in estate si “soffrirebbe” proprio della mancanza della routine di tutti i giorni che, nonostante spesso sia stancante, avrebbe un effetto rassicurante sul cervello.

È un effetto analogo a quello del classico mal di testa della domenica, che assale molte persone durante il fine settimana, quando invece ci si dovrebbe rilassare.

È una forma di ansia che sopraggiunge nel momento in cui si perdono le abitudini tipiche della routine e sembra persino che le cose vadano peggio rispetto a quando si lavora a pieno ritmo.

Ad analizzare il fenomeno ci ha pensato un team di studiosi della Poznan University in Polonia, che ha messo alla prova un campione di donne, studentesse di medicina, in due periodi dell’anno: estate e inverno. Per due giorni consecutivi alle volontarie è stato prelevato un campione di saliva ogni due ore, per verificarne i livelli di cortisolo, l’ormone allo stress, vitale per regolare zuccheri, sali e fluidi corporei.

I ricercatori hanno così potuto osservare con sorpresa come i livelli di cortisolo siano più alti nel periodo estivo. Questo ormone è noto perché aiuta a ridurre le infiammazioni e mantenere il fisico in salute. È rilasciato nel sangue nei momenti di maggiore difficoltà o nelle situazioni di stress.

Durante lo studio, presentato al meeting dell’American Physiological Society a San Diego, le volontarie sono anche state sottoposte a un questionario relativo all’attività fisica, la dieta e il sonno. Quello che è emerso è che i livelli di cortisolo erano significativamente più elevati durante le vacanze, nonostante non ci fossero infiammazioni in corso. Questo ha portato gli esperti a concludere che a causare una maggiore presenza di questo ormone-sentinella fosse proprio lo stress.
Ma perché ci si stressa in vacanza?
Il primo motivo sono le “vacanze sbagliate”.
Pensiamo alle allettanti formule “all inclusive”, spesso preferite dalle famiglie con bambini. Certamente, trovare tutto pronto non è male: non si deve cucinare nè fare la spesa e i pargoli possono essere affidati in tutta tranquillità ai baby club. Ma non sempre è così: molte persone patiscono gli orari prestabiliti per i pasti, i bambini non sempre vogliono frequentare il baby club, a volte bisogna fare la coda per aggiudicarsi un pasto e un lettino in piscina, per non parlare dell’affollamento che certe spiagge patiscono in luglio e agosto. Per poi ritrovarsi la sera chiusi in una bella stanza d’albergo con i bambini, senza un minimo di privacy per la coppia.
Insomma, ogni cosa ha il rovescio della medaglia, che va considerato. è che spesso si scelgono tipi di vacanze non rilassanti, durante le quali magari ci si trova in coda per mangiare o in spiaggia circondati da gente, sempre più spesso impegnata con smartphone e tablet e senza neppure le distanze sociali minime, quindi con una grande invasione della privacy” – spiega Bonanni – “Può sembrare strano, ma le ferie ideali sono quelle passate nella propria città, potendo decidere cosa fare e quando farlo”.

Per quanto possa stupire allo stress “ci si abitua”, nonostante durante l’anno i livello di stress siano alti, si riesce a vivere in una condizione di equilibrio, maquando si raggiunge il limite, manda dei segnali molto chiari, sotto forma di malattie psicosomatiche come coliti, gastriti e dermatiti, che rappresentano dei veri campanelli d’allarme.
Inoltre corpo e psiche sono molto abitudinari e qualsiasi fattore mini le consuetudini può essere fonte di stress. Se avete sperimentato in passato episodi di stress legato alle vacanze ecco qualche semplice consiglio da parte degli esperti.
Si raccomanda di rientrare dalle ferie qualche giorno prima, nello stesso modo è bene ricordare che occorre una gradualità per passare dalla normalità al relax vero e proprio. Sarebbero utili 2/3 giorni di transizione e, potendo, anche 4/5″. In questo modo si avrà anche la possibilità di preparare i bagagli senza “annaspare”.

Evitate, se possibile, luoghi e periodi troppo avvollati: l’ideale sarebbe poter fare le ferie intelligenti a giugno o a settembre.
Anche l’uso della tecnoligia dovrebbe essere ridotto al minimo: trascorrere anche i momenti liberi con gli occhi puntati a smartphone e tablet, ma questo non aiuta a rilassarsi.
Aproffittate delle ferie per muovervi un po’ di più: camminare aiuta a mettere in circolo gli ormoni del benessere.
Cercate poi di conservare i vostri orari: può sembrare strano, ma anche in vacanza sarebbe utile mantenere all’incirca gli stessi ritmi di sonno/veglia, seppure con minore rigidità. Andare a letto troppo tardi o svegliarsi a orari molto differenti rispetto alla routine nuoce al mantenimento dei ritmi circadiani, che influiscono molto sull’umore e il benessere generale.
Vacanze in coppia? Attenzione: se non siete più che rodati sono un bel “banco di prova”. Trascorrere molte ore insieme puù sembrare romantico ma non a tutti è gradito.

Non occorre stupirsi: la quotidianità, anche per le coppie conviventi di lunga data, porta a trascorrere parte della giornata fuori casa, tra lavoro e impegni, limitando i momenti in comune. In vacanza, invece, si condivide tutta la giornata e questo porta spesso le coppie a scoppiare. Meglio dunque ritagliarsi qualche momento tutto per sè, lontano dal partner, ogni giorno, coltivando magari interessi diversi, per poi ritrovarsi con entusiasmo e serenità.

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