L’Italia che ci piace

notiziarioNoi Italiani siamo troppo spesso inclini a piangerci addosso, a lamentarci dei difetti della nostra Italia senza vederne le potenzialità.

Fa dunque piacere scoprire, almeno ogni tanto, che abbiamo anche delle importanti qualità che possono farci primeggiare non solo nei campi del cibo, della moda e del turismo, ma anche nel mondo produttivo.

Alcuni giorni fa, ascoltando Radio 24, ho sentito l’intervista a Stijn Vriends “Ceo” di un’azienda, la Faster Innesti rapidi, controllata da una multinazionale americana ma con un importante stabilimento a Rivolta d’Adda.

Il manager, un olandese dai modi educati ma dalle parole chiare, confermava ai giornalisti che la multinazionale intende realizzare un nuovo insediamento produttivo in Europa e, dopo un’attenta analisi, ha scelto di realizzarlo proprio in Italia.

Ci sono tante aziende che scappano dall’Italia per andare in Romania o in Bulgaria (ma alcune, per la verità, stanno rientrando…) e c’è una multinazionale che, invece, sceglie l’Italia. Come mai? Com’è possibile, visto che in Italia abbiamo una tassazione elevata, una burocrazia massacrante e una Giustizia civile lentissima?

“Perchè in Italia c’è una grande capacità produttiva e un’ottima rete di fornitori. E’ assolutamente il Paese in cui investire”, ha spiegato Vriends.

Che bello, queste parole sono musica per chi crede nell’Italia che sa rimboccarsi le maniche. Pensate dove saremmo oggi se avessimo anche tasse ragionevoli, burocrazia amica e una Giustizia rapida. Altro che disoccupazione…