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Vacanze da “strega”? I luoghi magici nascosti in Italia

Le “streghe” fanno parte del nostro immaginario collettivo: bellissime e ammaliatrici, oppure vecchie e ributtanti, non importa. Come non ricordare la meravigliosa Esmeralda, in Notre-Dame de Paris, il libro di Victor Hugo (non l’animazione a lieto fine della Disney) o la sfortunata, ma splendida popolana che si fa prostituta ne “Il nome della Rosa” di Umberto Eco?

Ma anche nella vita di tutti i giorni, le “presunte streghe” sono sempre presenti. Non importa l’età: solitamente sono piacenti e anche un po’ appariscenti, vestono in modo non esattamente consono alla moda del luogo, vivono spesso sole, con figlie, sempre femmine, e una discreta quantità di gatti. Avete una vicina così?
Queste creature affascinanti, derise e messe al rogo nell’epoca dell’Inquisizione, oggi sono sempre più in auge.

Proprio così, talmente di moda che alcune agenzie turistiche hanno addirittura studiato particolari percorsi per chi vuole addentrarsi nel magico mondo delle streghe, per una vacanza diversa dal solito, ma anche solo per un fine settimana.

Si tratta di luoghi sparsi per tutta la penisola italiana, ma soprattutto in valli incantate e su montagne isolate.
In zone quasi dimenticate del nostro Paese, infatti, esistono molti piccoli centri caratterizzati da una chiacchierata presenza di streghe, in passato, o anche nel presente.

Uno dei più celebri è senz’altro Triora. Accastellato sulle Alpi Marittime (precisamente nella valle Argentina), questo piccolo centro di 355 anime in provincia di Imperia è noto per due motivi: il suo tipico pane di grano saraceno e il processo alle streghe che ospitò nella seconda metà del XVI secolo. Il borgo ancora adesso conserva un alone di mistero grazie al suo dedalo di vicoletti caratterizzati da una moltitudine di archi, case di ardesia e luoghi tetri da evitare al tramonto: le decorazioni composte da scope, gatti neri, buoi, teste di pietra e personaggi misteriosi sono infatti disseminate ovunque.

Supera invece i mille abitanti Rifreddo, centro della provincia di Cuneo dominato dalla vista del Monviso. Così chiamato in virtù di un documento risalente addirittura al 1075 in cui veniva definito Rivus Frigidus (“Fiume freddo”), questo villaggio montano delle Alpi Cozie che sorge sulle pendici del monte Bracco ospitò un processo alle streghe nel 1495 e il Comune ancora oggi ne custodisce i verbali. Le notti di “Terrore nel Borgo“ (un percorso teatrale tra le buie stradine di Rifreddo) sono diventate uno dei principali eventi della programmazione turistica cuneese.

Più a sud troviamo Calcata, che dista meno di 50 km da Roma (è in provincia di Viterbo). Arroccato su una montagna di tufo, questo borgo che domina la valle del fiume Treja è piuttosto inaccessibile: da Calcata nuova si può raggiungere solo a piedi, un dettaglio che può aver contribuito a costruire la sua fama.

Le case qui sono di colore bruno, lo stesso della roccia tufacea in cui affondano le loro fondamenta (di fatto sembrano un’estensione naturale del colle) e la particolare posizione fa “suonare” il vento, che somiglia appunto al canto di qualche strana fattucchiera.

Anche i castelli fanno il proprio gioco: quello di San Giorgio Canavese (Torino), che ha anche ospitato ‘Elisa di Rivombrosa’, si narra sia infestato dallo spirito di una ragazza il cui nome non può nemmeno essere pronunciato, quello di Malpaga (Bergamo) da un nobile ucciso nel ‘500 perché innamorato segretamente della castellana. Gettato nel pozzo, da allora si aggirerebbe in maniera discreta e “silenziosa” per il maniero.

A Salsomaggiore Terme (Parma) c’è invece il castello di Scipione, interamente visitabile e che comprende segrete, prigioni quattrocentesche e zone misteriose anche solo dal nome (Sala delle Armi, Salottino del Diavolo, Sale dell’Ala Nord).
Se avete pazienza fino a dicembre non perdetevi poi Cimego, un comune che dal 2016, è stato annesso con altre frazioni nel nuovo comune di Borgo Chiese. Qui (in particolare nel borgo di Quartinago che conta 25 abitanti) nel periodo natalizio da sempre infatti si organizzano feste che somigliano a una vera e propria sabba: è d’obbligo ballare intorno a fuochi mentre nel frattempo si prepara la famosa polenta di farina di Storo.

Streghe di tutte le età, a voi la scelta!

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