Gli stranieri e i pensionati

notiziarioIl presidente dell’Inps Tito Boeri, durante la sua relazione annuale, ha dichiarato che l’Italia deve ringraziare gli stranieri (quelli regolari e con un regolare permesso di soggiorno, sia ben chiaro) perché oggi “gli immigrati sono fondamentali per il mantenimento del sistema previdenziale che, senza di loro, rischia il collasso”.

In sostanza, Boeri spiega che, anche grazie ai contributi che oggi versano gli stranieri regolarmente assunti, si riescono a pagare le pensioni agli italiani.

Bene, meno male che ci sono tanti stranieri regolari. Ma la mia impressione è che in quelle parole ci sia qualcosa che non quadra, la mia impressione è che oggi non si voglia guardare al di là del proprio naso e che si viva alla giornata. Perchè? Perché nessuno ci dice cosa succederà tra 20 o 30 anni quando molti stranieri arriveranno all’età della pensione!

Molti di loro, specie chi si sentirà meno integrato, riprenderanno la residenza nel loro Paese, così la pensione gli verrà pagata all’estero, al lordo e non solo al netto. Ciò rischia di creare un buco immenso nei conti dello Stato e di tutto il Sistema Italia.

D’altronde ha ragione Boeri a dire che, se in Italia facciamo pochi figli, il lavoro degli immigrati diventa fondamentale. E’ vero.

Ma nessuno pensa a cosa accadrà fra trent’anni? La soluzione ci sarebbe, una seria politica di sostegno alle famiglie per incentivare le nascite. Costa troppo? Certo, ed è il solito problema dell’Italia: noi non siamo capaci di fare oggi dei sacrifici per garantire un domani al Paese. Noi siamo quelli che preferiscono gettar via i soldi oggi (vedi baby pensioni) fregandosene di pensare al domani.

Piero Uboldi