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Bronchiolite: come riconoscerla e intervenire in maniera efficace

La bronchiolite, come suggerisce il nome stesso, è un’infezione virale che colpisce i bronchioli, ossia la parte ultima del sistema respiratorio. A soffrire di questa patologia sono principalmente i bambini di età compresa tra gli zero e i due anni, con un tasso di incidenza superiore tra quelli che hanno tra i due e i sei mesi.

Le cause che possono indurre la nascita di questa problematica sono numerose e diversificate, spaziando da un quadro clinico di base complesso e la familiarità del piccolo paziente.

Inoltre è di primaria importanza distinguere la bronchiolite asmatica dall’asma vero e proprio grazie ad una diagnosi precoce e tempestiva.

Come viene la bronchiolite nei neonati

La bronchiolite è un’infezione che viene contratta in via secondaria dopo un contagio primario (la fase di incubazione dura fino a 10 giorni) che si verifica con il contatto diretto tra il bambino e le secrezioni infette.
Le prime evidenze dello stato infiammatorio sono l’eccessiva produzione di muco nei polmoni e la conseguente difficoltà ad espellerla del piccolo: per questa ragione i sintomi sono inizialmente generici e facilmente confondibili come presagi di altre patologie.

I segnali che tuo figlio potrebbe mostrare sono:
Tosse nel neonato e difficoltà respiratorie dovute alla difficoltà delle ciglia collocate nell’apparato respiratorio di eliminare il muco prodotto in eccesso;
• Rinite e qualche linea di febbre causate dall’infezione in atto e strettamente collegate alla comparsa dei due sintomi precedentemente segnalati;
• Disidratazione dovuta alla scarsità di appetito e alla difficoltà di assumere gli alimenti necessari per rimanere in forze;
• In casi più gravi in cui la malattia dovesse essere trascurata, possono verificarsi anche casi di apnea notturna, in cui il bambino smette di respirare a causa della parziale ostruzione delle vie respiratorie.

Accanto a questa evenienza, per completezza, è opportuno indicare come possibili sintomi anche la diminuzione del livello di ossigeno nel sangue che può essere notato dal colorito violaceo delle unghie del bambino.

La bronchiolite è una malattia che, se non curata in maniera tempestiva potrebbe trasformarsi nella cosiddetta bronchiolite obliterativa che identifica uno stato patologico avanzato in cui il bronchiolo scompare completamente lasciando spazio ad una struttura fibrosa. Senza inutili allarmismi, qualora dovessero verificarsi alcuni di questi sintomi, è fondamentale rivolgersi ad un medico pediatra di fiducia che sappia individuare, dopo un esame obiettivo e una visita domiciliare, le cause della possibile infezione e diagnosticare in maniera tempestiva la presenza di bronchiolite.

Nel panorama di Milano e provincia, si contraddistingue per esperienza e professionalità il dottor Paolo  Tagliabue, primario del reparto di neonatologia dell’ospedale San Gerardo di Monza  dal 2000: egli, grazie all’attività di consulenza nel proprio studio privato, stabilendo sia le cause della tosse nel bambino, sia quando preoccuparsi.

Quali sono i fattori di rischio della bronchiolite

Trattandosi di una malattia infettiva virale, il primo e più importante fattore di rischio è ovviamente l’esposizione del piccolo a soggetto affetti da questa malattia: accade spesso infatti che i bambini in età prescolare siano “contagiati” da parenti o fratelli più grandi che frequentano la scuola primaria o l’asilo.

Un secondo elemento che il pediatra prenderà in considerazione nella fase di diagnosi è il quadro clinico complessivo del bambino: tra gli elementi di maggiore rilievo vi sono la prematurità del piccolo o l’età inferiore alle 12 settimane (considerata la fase più critica nella quale il bambino può incorrere nella bronchiolite). Inoltre un quadro clinico articolato che include la familiarità di malattie cardiopatiche o che coinvolgono le vie aeree e immunodeficienze sono aspetti che sono vagliati e considerati attentamente dal professionista di riferimento.

Infine è opportuno sottolineare come numerosi studi abbiano mostrato una correlazione tra bronchiolite ed asma: nonostante si tratti di due patologie molto diverse sotto numerosi punti di vista, accade spesso che siano strettamente collegate tanto che la bronchiolite, se trascurata, può tramutarsi in una patologia cronica e successivamente aprire la porta all’asma.

Per questa ragione è fondamentale e possibile distinguere l’asma dalla bronchiolite in età prescolare grazie sia all’analisi della storia clinica del paziente, sia alla familiarità per escludere patologie più complesse.
Data la possibile complessità del quadro clinico, è fondamentale affidarsi ad un medico pediatra che possa intervenire in maniera precisa e professionale.

Il dottor Tagliabue, grazie all’esperienza  maturata in anni di attività ospedaliera, si occupa in maniera diretta e risolutiva di patologie di età pediatrica e prescolare.

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