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Colloquio di lavoro? Tutti gli errori da non fare

Siete in cerca di lavoro e magari anche in attesa di un agognato colloquio? Ecco qui gli errori, alcuni banali, altri decisamente improponibili, che proprio non vi potete permettere di fare.
Partiamo dal curriculum: deve essere completo ma non ridondante e, soprattutto, preciso.

Vietato dimenticarsi la data della propria laurea o, peggio ancora, dimenticarsi di indicare nella sezione “contatti” i contatti realmente esistenti e cui siete sempre raggiungibili.
Sembra un follia, ma gli esperti del settore confessano che mediamente avviene ben due volte su dieci. Evitate dunque di tirarvi la “zappa sui piedi”, soprattutto se potete vantare un curriculum di tutto rispetto. Evitate poi le “candidature a pioggia”, (Le mando il mio Cv per una eventuale posizione è da evitare) ma concentratevi sulle aziende che si occupano di attività consone alla vostra preparazione e ai vostri interessi.

Durante un colloquio di lavoro sono molti gli errori in cui si può incappare. Primo fra tutti: farsi trovare completamente impreparati su quali sono nella realtà le attività che svolge l’azienda in cui vorreste lavorare. Basta cercare qualche informazione, anche sul sito internet dell’azienda. Arrivare preparati significa candidarsi con una bella lettera di motivazione, che sottolinei i punti di contatto tra con quello che cerca l’azienda. Bisogna anche studiare la sezione career del sito aziendale, spesso prodiga di informazioni su come è strutturata l’azienda, come lavora, che persone cerca.

Al colloquio bisogna mostrare padronanza nel presentare se stessi, saper valorizzare quello che nel vostro Cv sottolinea le necessità dell’azienda, con esempi concreti anche tratti da attività che svolgete nel tempo libero o passioni extra professionali.
Le attitudini personali, e il modo in cui il candidato dimostra interesse verso l’azienda, sono importantissime. Deve mostrare curiosità, fare domande, far capire al reclutatore che ha almeno cercato informazioni sulla realtà che sta per approcciare. Contemporaneamente però non bisognerebbe nemmeno esagerare con le domande e tanto meno con racconti personali di sè: al vostro interlocutore probabilmente non interessa affatto sapere quanto i vostri figli vi riempiano di soddisfazioni personali.

Assolutamente da evitare anche alcuni comportamenti, abbastanza frequenti, che vengono percepiti come aggressivi da parte del vostro interlocutore.

I più classici? Parlare subito di retribuzione economica e di ferie.

Questo non significa che non siano informazioni a cui non avete diritto, ma meglio approfondirle in un secondo tempo. Se poi state affrontando più colloqui contemporaneamente, per valutare la proposta più consono alle vostre esigenze e aspettative, evitate di sbandierarlo al colloquio di lavoro.

Fare intendere al vostro interlocutore, anche in modo velato, che state valutando altre proposte, chiedendo quindi un migliore contratto o retribuzione economica, non è un’ottima idea. Queste sono “strategie” che possono funzionare in trattative più complesse, tra soggetti alla pari, e il primo colloquio di lavoro non è la sede giusta.

Verità e bugie: se esasperate sono vietate entrambe. Qualche esempio? Se il vostro inglese è scolastico non spacciatevi per “madrelingua”: dopo due minuto di conversazione in inglese ne uscirete con le ossa rotte. Vietato anche essere troppo umili e sottolineare le vostre mancanze o i vostri difetti. Se richiesto fate capire al vostro interlocutore che siete “manchevoli” in un certo ambito, ma che state già lavorando per migliorarvi. Questo manda un messaggio positivo: si indica il problema e subito la soluzione. Rivelare i peggiori difetti, rimarcando il fatto che siano ostacoli insormontabili, è controproducente. Eppure in tantissimi fanno proprio questo.
Il look? E’ importante perchè va “tarato” sul tipo di azienda a cui vi proponete, certo, sempre senza esagerare.
Un’ultima cosa: se non vi presentate, per un qualsiasi motivo, a un colloquio, senza avvisare per tempo, sarete automaticamente tagliati fuori. L’affidabilità è una delle prime doti ricercate da tutti i datori di lavoro, per qualsiasi mestiere.

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