In taxi a Sidney

notiziarioLa scena si è svolta alcune settimane fa in Australia. Siamo a Sidney, due italiani sono su un taxi, un uomo e una donna. Non sono turisti, sono manager che lavorano lì.

La donna è originaria della nostra zona, l’uomo no, ma è comunque anch’egli del nord.

Mentre il taxi sta viaggiando verso la meta, l’uomo italiano abbassa il finestrino e, forse per abitudine, forse per distrazione, getta un fazzolettino di carta sulla strada. Non lo avesse mai fatto.

Una pattuglia della Polizia che era qualche vettura dietro di loro nota la scena, aziona sirena e lampeggianti, raggiunge il taxi e lo blocca.

Il taxista giura di non essersi accorto del gesto, se no avrebbe dissuaso il cliente, l’italiano cerca di spiegare che è stata solo una distrazione, ma non c’è nulla da fare: gli agenti, inflessibili, gli chiedono prima i documenti, poi fanno tutti i controlli, alla fine, dopo aver tenuto tutti fermi quasi mezz’ora, gli fanno una multa di 400 dollari australiani (quasi 300 euro) per aver sporcato la strada.

Quando si raccontano episodi come questo, noi Italiani restiamo sempre a bocca aperta, come se si parlasse di un altro mondo. Eppure, in teoria, non è un altro mondo, perché l’Australia ha le stesse leggi che abbiamo qui in Italia: la legge italiana 221/2015 prevede multe di 300 euro per chi getta per strada il fazzolettino, lo scontrino del negozio o qualunque altra cartaccia. Quindi, in teoria, anche noi siamo come gli Australiani.

Ma noi le leggi non le facciamo rispettare e restiamo a bocca aperta scoprendo che gli altri, invece, lo fanno. Incredibile: fanno le leggi e poi le fanno pure rispettare!

Piero Uboldi 

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