Avete bisogno di “staccare la spina”? Scegliete la birra e il cioccolato fondente

Siete in fase detox, soprattutto mentale? Tirate un sospiro di sollievo. Cosa ne dite di un po’ di cioccolato fondente o magari di una buona birra? Avete capito bene.
L’ultimo trend in fatto di benessere interiore e di meditazione si ispira ai grandi della letteratura, ai divi di Hollywood, passando per i monaci delle antiche abbazie e le ritualità dell’Estremo Oriente. E prevede prodotti di solito considerati poco salutari.
I tanti impegni quotidiani e la necessità di essere sempre connessi per non soffrire di quella che gli esperti hanno definito Fomo – ovvero fear of missing out, paura di sentirsi tagliati fuori – amplificano sempre di più la percezione che il tempo sia la cosa più preziosa che abbiamo.
Per questo la necessità di trovare un momento da dedicare a se stessi, o alle persone care, diventa un bisogno sempre più sentito e diffuso. Ma se il tempo non si può fermare, si può trovare comunque il modo di valorizzarlo tra un impegno e l’altro o al culmine della giornata faticosa.
E prendendo spunto dal passato, diversi possono essere gli alleati che possono venirci incontro il tal senso. Dalla birra al rum, ecco i prodotti (non tutti alcolici) amici della meditazione e della rinascita.
Negli ultimi anni il trend delle cosiddette birre da meditazione, ovvero quelle da assaporare in un tranquillo dopo cena o al culmine di una giornata intensa, è letteralmente esploso.
Spesso portano con sé un heritage secolare e avvincente come nel caso di Grimbergen, una delle più antiche birre belghe d’abbazia. Non a caso i monaci di Grimbergen scelsero come emblema la fenice, che simboleggia la perpetua rinascita.
Anche il vino si presta perfettamente a un momento di meditazione: ricordate la pellicola “Un’ottima annata” diretta da Ridley Scott? Il protagonista, un banchiere londinese inaridito dal denaro, eredita la vigna provenzale del vecchio zio ormai dimenticato, e ritrova se stesso.
Sempre rimanendo nell’ambito degli alcolici non si può non menzionare il whisky.
Hollywood non sarebbe Hollywood senza il whisky, spesso sulle scene di tanti film cult che hanno fatto la storia del cinema americano. Non è un caso se la prima battuta della star Greta Garbo, nel film sonoro Anna Christie del 1930, fu: “Dammi un whisky, ginger ale a parte e non essere avaro, baby”.

Nel film “Casablanca” (1942), Humphrey Bogart lo si ricorda molto non solo per la il suo cappello ma soprattutto per un’immancabile bottiglia di whisky. Sembra poi che Marilyn Monroe, nel film “A qualcuno piace caldo” (1959), dovette ripetere ben 59 volte la semplice battuta : “Dov’è il Bourbon?”.
Naturalmente, trattandosi di bevande alcoliche vale sempre la regola di un consumo responsabile.
Se siete astemi potete sempre riscoprire il rito del tè.
La famosa pratica del Tè delle cinque risale alla metà dell’Ottocento. Da allora questo momento è diventato l’emblema del tempo che si decide di dedicare a se stessi o in compagnia delle persone care per staccare dalla vita quotidiana e auto-gratificarsi.
Se infine siete inguaribili golosi dedicatevi al cioccolato fondente, che oltre a essere buonissimo rappresenta l’abbinamento perfetto con quasi tutte le bevande viste finora.

Il cioccolato fondente esalta l’esperienza sensoriale e ha ispirato, in Italia, anche il volume “Cioccolato Codex Nero Fondente”, una guida completa dedicata alla generazione dei “Fondentisti”. In più occorre ricordare che il cacao è ricco di flavonoidi e magnesio, che aiutano l’umore e la lucidità.

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