Ex Superdì, le cose si stanno complicando, saltano le riaperture, 800 nell’angoscia

La protesta dei lavoratori nel settembre scorso a Barlassina

Ex Superdì, la situazione si complica parecchio, anche per i punti vendita che sono stati ceduti nel dicembre scorso a due nuovi marchi.

Dopo l’apertura il 20 dicembre scorso dei primi 3 punti vendita (su 10) passati al marchio Italmark a Bregnano (Co), Trevigilio (Bg) e San Colombano al Lambro (Mi), domani, 8 gennaio, erano previste le aperture dei primi 2 punti vendita (su 5) passati al marchio Famila a Barlassina (Mb) e Robbio (Pv).

Queste aperture invece non ci saranno.

Dalla sede centrale di MaxiDì srl (società che gestisce il marchio Famila) fanno sapere che “sono sopraggiunti problemi in fase di negoziazione”.

Tutto rimandato, come minimo, di una settimana.

A bloccare le operazioni ci sarebbe l’ipotesi di un intervento del Tribunale di Monza, dove la società  degli ex Superdì ha presentato la richiesta di concordato.

Cresce l’angoscia degli 800 lavoratori che sono ormai da oltre 6 mesi senza entrate, non avendo ricevuto nemmeno il primo assegno di cassa integrazione.

Tra questi, Duilio Loi, ex dipendente del punto vendita di Cogliate (MB) ha scritto una lettera aperta al presidente della commissione attività produttive di Regione Lombardia, Gianmarco Senna, incontrato davanti al supermercato nell’agosto scorso.

“Le scrivo non solo da parte mia ma anche da parte di 300 lavoratori che stanno aspettando ormai da ben sei mesi di ricominciare a lavorare e di riuscire di nuovo a guardare in faccia i propri figli… di essere in grado di dargli di un futuro. Chiedendo un suo intervento per sensibilizzare le coscienze di chi dovrà decidere per il nostro futuro…
Le chiedo di ridarci la speranza di riavere il nostro lavoro al più presto, noi così non ce la facciamo piu. Mi scuso per lo sfogo ma noi adesso siamo arrivati al limite e non voglio neanche pensare che in Italia per farsi ascoltare bisogna arrivare a fare dei gesti estremi”.