Innocente in carcere per omicidio: negati i danni

Innocente in carcere per omicidio: negati 180mila euro di danni

Ha scontato 25 mesi di carcerazione preventiva senza colpe: si tratta di El Habib E., uno dei tre marocchini finiti in carcere nel giugno del 2012 per l’omicidio del connazionale Bechchaa Jamal (nella foto).

Lo Stato ha negato il rimborso per ingiusta detenzione: 235 euro per ogni giorno di carcere, anche se l’uomo è poi tornato libero.

Il 34enne ha infatti chiesto, tramite il suo legale, un risarcimento, appunto negato.

Bechchaa Jamal, fra il 19 e il 20 marzo 2011, era stato ucciso a Cislago con 14 coltellate inferte al torace e all’addome; ferite che gli avevano lacerato milza e fegato, portandolo alla morte.

Ebbene, uno degli accusati, che ha scontato più di due anni da innocente, chiedeva 180mila euro di risarcimento.

Il processo per omicidio contro di lui e gli altri marocchini, celebrato al tribunale di Busto Arsizio, si era concluso con la loro assoluzione.

I giudici avevano infatti ritenuto prive di prove le intercettazioni portate a loro carico, definite “inattendibili”. Ciò nonostante la Corte d’Appello ha negato la richiesta dei danni e la Corte di Cassazione ha fatto altrettanto con questa motivazione: “La sentenza assolutoria ha certificato alcune circostanze che, pur insufficienti a dimostrare la colpevolezza dell’istante, attestano comunque un comportamento di El Habib E. gravemente colposo, tale da lasciare supporre agli inquirenti che egli fosse coinvolto a pieno titolo nel reato e che, conseguentemente, dovesse essere sottoposto a custodia cautelare”.

Il riferimento è al cellulare della vittima, di cui El Habib E. si era impossessato, per poi non saper fornire spiegazioni chiare del perché: anzi, agli inquirenti era parso piuttosto contraddittorio, ritenendolo coinvolto nell’omicidio.

Tanto più che all’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere.