Cani e gatti sepolti coi padroni, nuova legge cimiteriale in Lombardia

cane gattoGli animali d’affezione potranno essere sepolti accanto ai padroni, anche nella tomba di famiglia.

Lo prevede la nuova legge regionale lombarda sulle attività funebri che è stata approvata oggi nella sede del Consiglio Regionale della Lombardia.

Avevamo annunciato la novità qualche settimana fa con l’intervento del sindaco di Bollate, Francesco Vassallo

Su richiesta o per volontà del defunto o degli eredi, sarà possibile tumulare, previa cremazione e in teca separata, gli animali di affezione, nello stesso loculo del defunto o nella tomba di famiglia.

E’ una delle novità principali della legge che modifica la parte del Testo Unico in materia di sanità relativa ai servizi funebri e cimiteriali, approvata oggi a maggioranza in Consiglio regionale con 41 voti a favore, 29 contrari e 1 astenuto.

“Il nostro documento fa da apripista nazionale, mettendo ordine a una materia complessa –ha sottolineato la relatrice del provvedimento Simona Tironi (Forza Italia)-. E’ il primo provvedimento normativo in Italia che consente la possibilità di tumulare anche gli animali di affezione insieme al defunto, andando così incontro alle esigenze e alle richieste pervenute da più parti.

Viene introdotta e riconosciuta la definizione del “centro servizi” inteso come impresa funebre che svolge attività in proprio e fornisce ad altre imprese funebri esistenti requisiti e servizi a norma di legge, e viene meglio definita e regolamentata l’attività di trasporto funebre. Un’altra iniziativa importante -conclude la relatrice Tironi- è la creazione di una piattaforma informatica, capace di semplificare le procedure e fungere da vero e proprio database per la raccolta dati.

Lo scopo è far sì che non si presentino mai più episodi vergognosi come quello avvenuto a Bologna, dove le autorità hanno riscontrato un vero e proprio “racket” delle pompe funebri”.

Il primo obiettivo della legge è quello di aggiornare l’impianto normativo allineandolo ai nuovi modelli organizzativi che hanno visto subentrare le ATS alle Asl e le ASST alle Aziende ospedaliere. In particolare si stabilisce che le attività di polizia mortuaria restino in capo alle ATS, mentre le competenze di medicina legale e necroscopica siano attribuite alle ASST.

Le nuove disposizioni di legge confermano, come già previsto dall’art.35 del Testo unico, la possibilità di dare sepoltura ai feti, specificando che ciò deve avvenire “su richiesta della donna”.

Il provvedimento chiarisce quindi le caratteristiche della “casa funeraria”, intesa come struttura gestita da imprese autorizzate dove, su richiesta dei familiari del defunto, sono ricevute, custodite ed esposte le salme di persone decedute presso abitazioni private o strutture ospedaliere e sanitarie per l’osservazione, la composizione e vestizione della salma, nonché per l’esposizione e la custodia del cadavere: le case funerarie, se di nuova costruzione, non potranno essere ubicate nelle immediate vicinanze di strutture sanitarie, cimiteri o crematori.

E’ vietata ogni forma di pubblicità e promozione funeraria e cimiteriale a distanza inferiore ai 50 metri da strutture sanitarie, socio assistenziali, di ricovero e di cura pubbliche e private.

I Comuni potranno autorizzare la costruzione e l’uso di aree e di spazi appositi per la sepoltura degli animali d’affezione, secondo le indicazioni tecniche fornite dall’ATS di competenza e dall’Arpa; la costruzione di cappelle private fuori dal cimitero, purchè contornate da un’area di rispetto; le tumulazioni in luoghi esterni al cimitero, sempre previo parere e secondo le indicazioni tecniche fornite dall’ATS di competenza e dall’Arpa, quando ricorrano giustificati motivi di speciali onoranze. Presso ogni Comune è istituito inoltre (emendamento Michele Usuelli, +Europa) un registro degli Enti autorizzati che abbiano fatto richiesta di utilizzare cadaveri o parti anatomiche riconoscibili per finalità di studio, ricerca o insegnamento.

Un altro emendamento (primo firmatario Andrea Monti, Lega) stabilisce che “la concessione in uso di aree interne al cimitero deve sempre garantire la ricezione di cadaveri indipendentemente dal sesso, dall’etnia e dalla professione religiosa”.

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