Giornata della felicità: prendetevi almeno 30 minuti al giorno per voi stessi

Mercoledì 20 marzo sarà la Giornata della felicità.

Per essere felici tutti concordano: bisogna prendersi almeno 30 minuti al giorno per se stessi.
Lo dicono psicologi e mental coach, oltre a confermarlo studi scientifici internazionali.

Sulla scia del “Reward and Indulge”, lo stile di vita che prevede l’autogratificazione come chiave del successo, è sufficiente ritagliarsi un momento da dedicare a se stessi per raggiungere felicità e pace interiore.

Che cos’è la felicità?

Per Thomas Jefferson, nella celebre Dichiarazione d’Indipendenza, era un diritto inalienabile.

Democrito, invece, la definiva come eutimia, cioè tranquillità dell’animo; mentre, più generalmente, può essere concepita come uno stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.

Essa, però, è anche ciò che deriva dal “Reward and Indulge”, il nuovo stile di vita che prevede l’autogratificazione come chiave del successo.

E quale migliore occasione, se non la Giornata Internazionale della Felicità, per prendersi cura di se stessi per raggiungere la felicità?

Il 43% degli italiani, infatti, ritiene sia fondamentale ritagliarsi un momento di relax, ma il problema è che il 52% non riesce a farlo a causa dei troppi impegni.

La soluzione arriva dagli esperti che sostengono che basta dedicare anche solo 30 minuti al giorno per se stessi per raggiungere la giusta serenità d’animo.

E’ quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio Grimbergen, una delle più antiche birre d’abbazia belghe, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis), attraverso un monitoraggio sui circa 1800 italiani – uomini e donne di età compresa fra i 20 e i 60 anni – e su oltre 150 fonti fra testate, magazine, portali, blog e community lifestyle internazionali.

Da studiosi internazionali a personaggi dello star system, passando per dei libri: sono tanti i casi portati a testimonianza del fatto che sia importante avere cura di se stessi per raggiungere uno stato di benessere che permetta di essere felici ed in “pace col mondo”.

Il valore della rinascita risale ai tempi antichi ed è collegato al mito della Fenice.

Per i Greci questo leggendario animale era una sorta di aquila reale con un piumaggio dai colori splendidi come l’oro, l’azzurro, il rosso e il porpora.

Lunghe piume scivolavano dal capo e la coda era formata da tre lunghe piume, una rosa, una rossa e una azzurra.

Sulla sua reale esistenza ci sono tanti interrogativi e molti studiosi l’hanno considerata nel tempo soltanto il frutto delle narrazioni leggendarie degli antichi.

Ma tutti l’hanno simbolicamente associata al valore della rinascita, dal momento che la leggenda l’ha sempre vista rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.

La storia di questo animale leggendario è strettamente legata a quella dell’Abbazia di Grimbergen, rinata dalla cenere per ben tre volte dopo essere stata distrutta da un incendio nel 1142, in seguito nel 1566 e di nuovo nel 1798.

Per questo motivo, i monaci di Grimbergen scelsero proprio come loro emblema la fenice.

Che cosa occorre per essere felici? Questa è forse una delle domande più difficili che l’uomo si è posto durante tutta la sua esistenza.

Una risposta, però, ha provato a darla il Dalai Lama nel suo libro “L’arte della felicità”.

Il segreto, infatti, è combattere stati mentali negativi (come la rabbia e l’odio) coltivando quelli positivi (gentilezza e generosità, per esempio).

L’arte della felicità, quindi, è la conquista e l’esercizio di una pratica quotidiana difficile, ma possibile: prendersi cura del proprio corpo e conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri e guardare le cose sotto un’altra lente.

Andrew Smart, invece, studioso della New York University, ha scritto un libro dal titolo “In Pausa”, in cui ha affermato che se la nostra psiche è straordinariamente sviluppata per sostenere carichi intensi di lavoro, il cervello per poter funzionare normalmente ha bisogno di momenti d’inattività̀, anche molto frequenti.

A breve termine l’iperattività̀ disturba la creatività̀, la consapevolezza di sé ed il benessere emotivo.

Cosa fare per essere più felici oggi? Come prima cosa spegnere il cellulare, fare delle passeggiate all’aperto e tenere un diario personale delle proprie giornate ed emozioni.

Anche uscire con gli amici, per un cinema o una semplice birra, può aiutare molto dato che il relazionarsi prevede il connettersi in modo profondo con le persone care, come amici e famigliari.

Il tempo consigliato da noi coach, va dalla mezz’ora alle due ore al giorno.

Suggerimenti su come adottare un approccio positivo alla vita? Innanzitutto ‘vedere il mondo con gli occhiali rosa’ e, quindi, tenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita: se si pensa in maniera positiva, infatti, le cose positive accadono.

Oltre a ciò fare attività fisica, passare del tempo da soli e con gli amici ed imparare sempre cose nuove, stimolandosi continuamente, come per esempio il cucinare un nuovo piatto o imparare una lingua che non si conosce.

Anche diverse celebrities hanno saputo trovare una propria “ricetta” per essere felici, come Richard Branson, fondatore di Virgin Group che, nel corso di un’intervista a CNBC ha affermato che staccare dalla vita quotidiana e dedicare qualche ora al tennis lo abbia aiutato a sviluppare idee più innovative e di successo.

David Letterman, travolgente anchorman ideatore dell’omonimo show, ha dichiarato di essersi ritirato dopo 6.028 puntate del suo format e di non aver mai più voluto guardare una puntata del suo successore Stephen Colbert.

I motivi non sono riconducibili tanto all’avanzare dell’età quanto al bisogno di dedicare più tempo a sé stesso e al jogging.

E gli italiani quanto ritengono importante trovare un momento da dedicare a loro stessi?

Per il 43% dei soggetti monitorati è fondamentale perché aiuta a sentirsi più felici. Il 28% lo ritiene molto importante perché a volte diventa anche una necessità fisiologica.

L’11% lo tiene abbastanza in considerazione perché serve a ricaricare le pile, mentre appena il 16% non presta molta attenzione perché reputa di saper già dare un equilibrio a vita pubblica e privata.

Nonostante questa grande consapevolezza, oltre un italiano su 2 (52%) non è in grado di ricavare un momento per sé durante la giornata, un po’ perché “gli impegni non lo permettono” (29%) e un po’ perché “capita sempre un imprevisto per cui devo rimandare le cose più leggere” (23%).

Appena il 15% ammette di trovarlo perché “me lo sono imposto per vivere meglio”, mentre il 20% sa trovarlo anche se non riesce a staccare del tutto.

Tra le categorie che più sentono questo bisogno al primo posto ci sono manager e imprenditori (44%), poiché lo ritengono utile per alleggerire il carico di responsabilità che devono sostenere ogni giorno.

Poi troviamo i liberi professionisti (19%), che più di ogni altri sono chiamati a gestire il loro tempo anche sotto le pressioni di stimoli esterni.

Appena dopo troviamo le casalinghe (17%), che per definizione si trovano a badare a 360 gradi alla casa e alla famiglia, mentre più staccati gli studenti (11%), che malgrado l’ansia dei libri di testo affrontano la vita in maniera più serena e tranquilla.

Quali sono in definitiva le sensazioni che si provano quando si riesce a trovare il giusto tempo per sé stessi?

Ben sei italiani su 10 (59%) affermano di sentirsi gratificati. Il 46%, invece, ammette di riuscire ad apprezzare meglio tutto e tutti.

Il 37% si sente più soddisfatto della propria vita mentre il 31% è contento di poter coltivare i suoi interessi. Infine il 27% ammette di sentirsi più sollevato rispetto alla caoticità quotidiana mentre il 19% si scopre piacevolmente in pace con sé stesso.

Dieci regole per raggiungere la felicità

1) Scegliere di essere felice. La felicità non si raggiunge con nessun mezzo, ma dipende esclusivamente dall’essere umano.
2) Pensare positivo. Perché è la “chiave” che apre molte “porte” della vita.
3) Staccarsi dal virtuale. Ridurre al minimo l’utilizzo della tecnologia, per poter tornare ad “assaporare” le sensazioni vere.
4) Circondarsi di Bene. Quando le persone si sentono un po’ giù di morale, quando non tutto gira per il verso giusto, ma anche per trascorrere un momento in compagnia: rifugiarsi da coloro a cui si vuole bene è l’unica soluzione possibile.
5) Have a break. Contro il “tran tran” della vita quotidiana, per “sopravvivere” alla molteplicità degli impegni giornalieri, saper trovare cinque minuti per un caffè, una birra o di solo rilassamento è fondamentale.
6) Ascoltare il proprio “io” interiore. Va bene agire per rispondere agli stimoli esterni, ma è anche importante, per raggiungere uno stato di benessere, non ignorare quelli che arrivano dall’interno.
7) Saper dare le giuste priorità alle cose. Bisogna essere in grado di sapere gestire il proprio tempo e dare il giusto peso alle attività che si svolgono durante la giornata.
8) Non dire sempre “sì”. Dimostrarsi sempre disponibili è una cosa ben vista, ma che, alcune volte, può “danneggiare” l’individuo, che dovrebbe imparare, qualche volta, a dire “no”.
9) No alla routine. Non svolgere tutte le attività quotidiane sempre allo stesso modo, cercando di non dipendere troppo dalle abitudini.
10) Fare ciò che si ama. Per raggiungere la felicità bisogna mettere in pratica tutte quelle attività che rendono l’uomo felice.

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