Anche… falsi fruttivendoli in azione tra Uboldo e Gerenzano

Massimo Pagani nel suo negozio di ortofrutta in via Ceriani, al confine con Saronno

A Uboldo e Gerenzano in azione falsi fruttivendoli.
“Perché non compra qualche cassetta di frutta? La provi: è buonissima. Noi abbiamo solo il meglio”.

E’ questo il copione con cui, spacciandosi per dipendenti del noto fruttivendolo “Il Ciliegio” di via Ceriani, truffatori tentano di beffare la gente.

“Se poi non le piace, la rimborsiamo – garantiscono vendendo cassette di frutta a pochi euro – Se viene nella nostra sede le restituiamo i soldi”.

E’ successo nei parcheggi dell’Esselunga di Saronno, del nuovo Tigros di Gerenzano e del Centro Commerciale Bossi.

Fatto sta che dei conoscenti lo hanno riferito a Massimo Pagani, titolare del negozio “Il Ciliegio”, il quale ha intenzione di sporgere denuncia ai carabinieri.

“Così facendo, stanno danneggiando la mia reputazione – sbotta – Voglio che sappiano tutti che noi non c’entriamo nulla con queste offerte di frutta a buon mercato”.

Ma perché secondo lei stanno usando il suo nome? “Perché siamo molto conosciuti nel Saronnese per la qualità dei nostri prodotti. Il nostro nome è una garanzia”.

In effetti era già accaduto in passato, quando diverse persone si erano presentate nel fruttivendolo pretendendo indietro il denaro speso.

Salvo poi scoprire che il proprietario non aveva nulla a che fare coi venditori abusivi che avevano rifilato loro pesche, albicocche e meloni. Insomma, una truffa bella e buona.

Per altro orchestrata piuttosto bene.

In primis perché questi truffatori sono molto bravi: appostandosi sulle strade e nei parcheggi dei centri commerciali, avvicinano gli automobilisti proponendo la loro frutta con molta insistenza.

In qualche caso addirittura prendendo le cassette e caricandole sull’auto del malcapitato di turno, assicurandogli che sta facendo un affare.

Il falsi fruttivendoli spiazzano la gente, che alla fine cede. Fatto sta che i beffati, una volta arrivati a casa, scoprono che i frutti sono stati posizionati nelle cassette dal lato buono, mentre dall’altro sono andati a male.

Pagani è deciso a sporgere denuncia: “Devo tutelare la mia immagine, che non può essere scredita in questo modo – afferma – Malviventi del genere mettono a rischio l’attività costruita in 34 anni di lavoro, la buona reputazione di cui possiamo vantarci in tutta la zona”.

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