Tari più cara a Uboldo: colpa dei costi e… degli incivili

Nei giorni scorsi ad Uboldo ci sono state molte polemiche per gli aumenti della tassa rifiuti.

Da quest’anno i rincari sfiorano i 100 euro per talune famiglie, ma anche di più per artigiani e commercianti (che parlano di incrementi del 20%).

Non si capacitano dell’aumento, infatti, non solo le famiglie e i single ma anche chi ha un’attività commerciale e produce pochi rifiuti.

I cittadini e gli operatori economici guardano al loro portafogli, giustamente, e non masticando di pubblica amministrazione riesce loro difficile capire gli importi, definiti “spropositati”.

A chiarire la situazione è l’assessore all’Ecologia Matteo Pizzi, che si trova nella difficile posizione di dover chiarire la spinosa questione della Tari in piena campagna elettorale.

I bollettini, del resto, vengono recapitati in questo periodo e non c’è da stupirsi che qualche lista concorrente di Uboldo al Centro stia già cavalcando l’onda del malcontento.

“Gli incrementi sono di 160mila euro in più all’anno, ma non dipendono dalla nostra volontà” puntualizza l’assessore.

“Chiunque arriverà dopo di noi, si troverà a dover fare i conti con spese più alte e la legge che impone ai Comuni di coprire il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti al 100 per cento”.

Ma a cosa sono dovuti gli aumenti?

Nell’ultimo anno sono raddoppiati i costi di conferimento: se prima pagavamo 100 euro, per esempio, ora se ne pagano 190 per dinamiche del mondo dei rifiuti”.

“C’è stata un’impennata nei costi di raccolta della differenziata e poi ci sono sempre più discariche abusive di spazzatura che gli incivili gettano in periferia, nei parchi e sulle strade: tutto ciò ha un prezzo”.

In definitiva, quindi, il costo complessivo del servizio aumenta e si alza così il volume da ripartire fra la popolazione.

“L’Imu è sempre uguale perché si basa sui metri quadrati dell’immobile – puntualizza l’assessore – La tariffa della Tari è invece variabile perché dipende da tante variabili, anche a parità di metri quadrati”.

Senza contare chi evade la Tari causando un buco nel recupero dei costi, che quindi vanno a spalmarsi sui cittadini onesti, i quali pagano puntualmente.

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