Domenica si vota e… se facessimo come in Australia?

notiziarioDomenica i cittadini italiani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento Europeo.

L’appello che possiamo fare ai nostri lettori è non solo quello di andare a votare, ma di indicare anche una o più preferenze (se sono più di una, massimo tre, non devono essere tutte persone dello stesso sesso).

Perché sono importanti le preferenze? Perché noi dobbiamo mandare in Europa gente preparata e che ha tempo e voglia di lavorare davvero a Bruxelles e Strasburgo, non gente che fa finta di andare lì.

Perchè in Europa si sono decise negli anni leggi che a volte hanno svantaggiato l’Italia e che poi noi abbiamo aspramente criticato: occorre saperle contrastare per tempo, quando vengono scritte, perché lagnarsi dopo non serve a nulla.

Dunque andate a votare, non siate pigri, se no dovremo fare… come in Australia.

Sì, perché dovete sapere che in Australia votare alle elezioni federali è obbligatorio: chi non vota è sanzionato con una multa che ammonta a 180 dollari, ossia 110 euro, e così l’affluenza alle urne è del 94%.

Pensate, però, che cosa succederebbe in Italia, dove alle ultime Europee aveva votato solo il 58%: se fossimo obbligati come in Australia, vorrebbe dire avere un 36% di votanti in più, gente magari arrabbiata con la politica o menefreghista, ma costretta a votare.

E chissà che risultato uscirebbe dalle urne…

Ma forse è meglio non saperlo, prima che spediamo a Roma o a Bruxelles qualche altra Cicciolina!

Piero Uboldi

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