Bollate, Medaglia d’Onore a Felice Locatelli.
Il 20 settembre si è celebrata la prima Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, istituita con la Legge 13 gennaio 2025, n. 6. In tutta Italia si sono svolte le cerimonie di conferimento delle Medaglie d’Onore ai familiari degli ex IMI (Internati Militari Italiani) e dei civili deportati.
A Milano la cerimonia si è tenuta presso la Fondazione Istituto dei Ciechi. Tra i bollatesi insigniti figura anche Felice Locatelli, e saranno i figli a ritirare la medaglia in sua memoria. A raccontare la sua storia è la figlia Franca, che ha scelto di trascrivere il diario scritto dal padre durante gli anni di guerra, un documento prezioso che permette di ripercorrere passo dopo passo la sua esperienza di internato. Nel diario Felice appuntava tutto, dalle prove fisiche alle torture a cui erano sottoposti, ma anche le lettere e le cartoline ricevute. La famiglia ha anche contattato gli archivi di Stato per riuscire a raccogliere tantissimo materiale sulla vita del padre. Documenti che sono storia, ricordo e testimonianza.
Felice Locatelli nasce a Ballabio, in provincia di Como, l’11 settembre 1921, secondogenito di Natalina Testori e Daniele Locatelli. Nel primo dopoguerra la famiglia decide di lasciare la montagna per trasferirsi a Cassina Nuova di Bollate, dove con grandi sacrifici acquista un cascinale e avvia un’attività agricola. Le condizioni economiche sono modeste, ma la volontà di costruire un futuro è forte. Felice cresce in un contesto di lavoro e responsabilità. Frequenta le scuole del paese e poi la scuola professionale “Cesare Correnti” di Milano, raggiunta ogni giorno in bicicletta. Nel 1935 ottiene il diploma e nel 1937 trova impiego in una tipografia. La sua vita sembra avviarsi verso una professione stabile, ma nel 1938 il padre Daniele muore prematuramente, lasciando la moglie con sei figli e una fattoria da mandare avanti. Felice, appena diciassettenne, si assume il compito di sostenere la famiglia: nel suo libretto di lavoro risulta che ha in carico la madre e i due fratelli più piccoli.
Bollate, Medaglia d’Onore a Felice Locatelli, prigioniero in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale
Nel 1940 parte per il servizio militare, proprio mentre l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale. Gli anni successivi sono segnati dalla prigionia in Germania, un’esperienza che segnerà profondamente lui e un’intera generazione. Nel 1943, come altri 600mila militari italiani, Felice viene catturato e deportato nei territori del Reich nei giorni successivi all’armistizio di Cassibile.
Nel suo diario racconta tutto: gli spostamenti, le condizioni di vita, la paura, la resistenza quotidiana. Per decenni la storia degli IMI è rimasta ai margini della memoria pubblica. “Nessuno li ha mai celebrati, nessuno li ha ricordati davvero”, spiega Franca. Solo nel 2025 è stata istituita una giornata dedicata a loro, un passo importante per restituire dignità a una pagina troppo a lungo dimenticata.
“Negli ultimi anni della sua vita mio padre si era informato sulla possibilità di ottenere un’indennità per i militari italiani fatti prigionieri in Germania. Lo Stato aveva annunciato fondi, ma a lui non venne riconosciuto nulla. La delusione fu grande, non tanto per il denaro quanto per la mancanza di un riconoscimento morale. Lo Stato si era dimenticato di loro”, racconta Franca. Per questo, il conferimento della Medaglia d’Onore assume per la famiglia un valore profondo: è il gesto che Felice non ha mai ricevuto in vita. È anche un riconoscimento per la città di Bollate, che attraverso la sua storia ritrova un frammento della memoria collettiva.
Il diario di Felice Locatelli, conservato e trascritto con cura, diventa oggi un dono alle nuove generazioni: un racconto diretto della guerra, della prigionia e del sacrificio di tanti uomini che, come gli IMI, hanno contribuito con la loro resistenza silenziosa al cammino dell’Italia verso la democrazia.
Manuela Miceli





