di Stefano Di Maria
Segreti, bugie e trasgressioni si celano dietro l’immagine patinata di alcune coppie al centro di IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO (titolo originale DE EETCLUB): una miniserie thriller da binge watching, che ricordando BIG LITTLE LIES intrattiene ma fa anche riflettere sulla società contemporanea. Ecco la nostra recensione del thriller olandese targato Netflix.

IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO – La trama
Quando Karen si trasferisce a Bergen con la sua famiglia, è accolta calorosamente nel “Dinner club”, un gruppo di amici affascinanti che si abbandona a uno stile di vita lussuoso ed edonistico. Ma tutto cambia quando una delle loro sontuose ville è avvolta dalle fiamme e il loro amico Evert perde la vita. La moglie e i figli si salvano per miracolo. Karen scopre presto che quel legame apparentemente indissolubile è in realtà basato su menzogne. Ognuno ha qualcosa da nascondere. Nulla è come sembra. Karen si mette in cerca della verità, ma a quale prezzo?

IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO – La recensione
Guardando la nuova miniserie Netflix, tratta dal romanzo di Saskia Noort, il pensiero corre a BIG LITTLE LIES. L’ambientazione fra le case delle famiglie benestanti è la stessa, così come il focus della storia: che cosa si nasconde fra le pareti domestiche di famiglie apparentemente perfette? A condire il tutto è la morte di un componente del gruppo, con i sospetti che ricadranno sugli altri del gruppo di amici, ai quali è dedicato ciascuno dei sette episodi tratteggiandone la psicologia in modo abbastanza efficace. Ne esce un ritratto moderno sulla tossicità delle amicizie, su come le bugie portino ad altre bugie, fino a quando il castello di carte è destinato a crollare travolgendo tutto e tutti.

Scrittura e regia riescono a mantenere sempre alta la tensione: è merito di quell’alone di mistero che avvolge la vicenda, che sarà svelato nell’ultimo episodio senza cadere nel rischio del solito “spiegone”. Anzi, risulta tutto molto credibile, tanto efficacemente è narrato. Il cast è brillante, con un affiatamento scenico non indifferente. Quasi assenti le colonne sonore, preferendo dare spazio alle voci dei protagonisti e del mare, mai calmo e pacato bensì con onde tumultuose come le vicende che si svolgono sulla costa.
Resta il fatto che IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO non sia una serie emozionante. Fermo restando che invita a una riflessione sulla società contemporanea, su quanto le famiglie benestanti vivano di effimero e recitino una parte pubblica che può nascondere segreti. Come noi tutti, se ci pensiamo bene.
IL NOSTRO VOTO:
8
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