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Erica e Alexis, dalla realtà ai cartoni animati: scopriamo con lei cos’è la passione per il Cosplay

Untitled-1 Erica ha 26 anni ed è una cesatese d’adozione, vive a Cesate da quasi 5 anni. Nella vita reale lavora in più musei milanesi, è laureata in archeologia ed è alla ricerca di una casa per convivere con il suo fidanzato Alessandro, cesatese doc; ma quando la realtà viene accantonata per lasciare spazio alla fantasia, Erica diventa Alexis. Erica infatti ha una passione un po’ particolare, un hobby che vie­ne dal paese del Sol Levante che si chiama Cosplay.

Il Cosplay è un “hobby colorato” come ci spiega la stessa Erica: “Cosplay è una parola composta da “costu­me” e “play”, letteralmente, dall’inglese, “giocare con il costume”. E’ un hobby colo­rato e fantasioso che nasce in Giappone all’incirca negli anni 80 ma è ormai conosciuto a livello mondiale; raccoglie tra le sue fila numerosissimi appassionati che frequentano le fiere a tema, si sfidano in competizioni (che talvolta hanno anche ambiti premi in palio) e che per un giorno escono dalla banale routine per impersonare un perso­naggio (scelto perchè magari rispecchia il loro carattere o perchè vantano con esso una spiccata somiglianza fisica)”.

Incuriositi da questa par­ticolare passione, abbiamo deciso di fare ad Erica una piccola intervista.

Quando è nata la passione per il Cosplay?

La mia passione per i manga (fumetti) e gli anime (cartoni animati) giappo­nesi, per i videogiochi e per il fantasy, nasce fin da quando ero piccola: con le mie amiche giocavamo ad essere “guerriere sailor” (dal cartone animato Sailor Moon) o “Power Ranger”. All’epoca non avrei mai immaginato di poter vestire i panni dei miei eroi e di essere per un giorno una maga, una guerriera, una cacciatrice di demoni…”

Poco fa ci hai parlato di gare di Cosplay, tu hai mai partecipato ad una di que­ste competizioni?

Io ho iniziato a partecipa­re alle gare di cosplay nel 2005, quando in Italia si era già formata una comunità di appassionati, anche se rimaneva un fenomeno “di nicchia”.

Oggi, invece, è di molto aumentata la frequenza con la quale vengono organizzate fiere ed eventi: le generazioni più giovani sono molto più coinvolte e partecipano con grande entusiasmo alle nu­merose competions”.

Come sei diventata una cosplayer?

La passione e la dedizione con cui i cosplayer interpreta­no i loro personaggi, la cura nella realizzazione dei dettagli degli abiti e degli accessori, l’atmosfera di magia sono gli elementi che, da sempre, mi hanno affascinato e spinto a dedicarmi a questo hobby. Ha avuto inizio così la ricerca del­le stoffe giuste, della parrucca da acconciare al meglio, del legno per costruire l’arma del personaggio.

Oltre ad avere appreso abilità sartoriali ed artigianali per la concreta realizzazione dei costumi, ho anche avuto modo, grazie a questa pas­sione, di viaggiare attraverso l’Italia, a seconda di dove venivano organizzate le fiere, e di stringere tante nuove amicizie, tutte accomunate dalla mia stessa passione: finalmente persone che non mi prendevano per matta se volevo vestire i panni di una scolaretta giapponese o di una combattente. Questo hobby mi ha portato persino l’amore: ho conosciuto il mio fidanzato, Alessandro, durante una manifestazione cosplay quattro anni fa”.

Cosa significa per te il Cosplay?

Per me il cosplay è met­tersi in gioco, divertirsi e magari tentare di evocare la medesima emozione che un personaggio, una serie di libri, film o anime mi ha trasmesso. Io lo considero una forma d’arte che offre la possibilità di impersonare, anzi essere, qualcun’altro per un giorno: non Erica, 26 anni, di Cesate ma Alexis Rhodes di Yugi-oh, studentessa all’Accademia del Duellante o Luna Lovego­od di Harry Potter. Questa è la magia del Cosplay”.

Elena Conte

 

Altre foto: http://www.ilnotiziario.net/gab_gallery/cosplay/


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