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Perde la casa dopo 30 anni: “In Italia non c’è giustizia”

uomoUn uomo di 61 anni rischia di finire sulla strada perché ha perso la casa… dopo 30 anni. E' una vicenda che ha dell'incredibile quella che vede protagonista Giuseppe Melis, 61enne di Caronno Pertusella, che se la prende con la giustizia italiana e lancia un appello alle istituzioni per chiedere aiuto: “Vivendo solo non ho famiglia, ma non ho nessun altro posto dove andare a vivere: che cosa ne sarà di me? Rischio di finire sotto i ponti”. 

Dopo avere lavorato alla costruzione di un condominio di via Pio XI, era stato “compensato” con uno degli appartamenti di 85 metri quadrati (valore 140 milioni di vecchie lire). Nel 1985, fallita l'impresa di costruzioni, il curatore fallimentare gli aveva riconosciuto la casa che gli era stata “promessa”: “Infatti aveva emesso una fattura di quietanza che attestava che l'alloggio era stato pagato integralmente – spiega Melis – La banca creditrice del mutuo gravante sul condominio aveva quindi rilasciato un atto notarile con cui dichiarava la revoca di ogni eventuale credito sull'appartamento. Così, avendo in mano tutti i documenti, avevo potuto rogitare entrando in possesso della casa”. Cinque mesi dopo, inaspettatamente, la banca aveva sostenuto di vantare ancora crediti sull'abitazione e il curatore fallimentare aveva chiesto al tribunale di invalidare l'acquisto dell'abitazione. Fatto sta che in primo grado il verdetto è stato a favore del curatore, successivamente confermato dalle sentenze di appello e Cassazione.

Di qui l'epilogo di questi giorni. Tornato a casa dal lavoro, l'uomo ha trovato i sigilli alla porta: staccato il pannello della blindatura, era stata estratta la serratura chiudendola con un catenaccio. Scioccante, per lui, non poter rientrare nel suo appartamento.a“Ma che giustizia c'è in Italia? – sbotta – Com'è possibile togliere a un uomo una casa che ha comprato senza tenere conto della regolarità di tutti gli atti che ha in mano?”.

 



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