Home Prima Pagina Ufficiale giudiziario alla porta: caronnese si barrica in casa

Ufficiale giudiziario alla porta: caronnese si barrica in casa

uomo-300x225"Stiamo cercando di trattare, ma sembra difficile ottenere una proroga: di questo passo butteranno giù la porta – riferiva mezz'ora fa il fratello di Giuseppe Melis, nella cui casa si è presentato l'ufficiale giudiziario con al seguito i carabinieri – E' probabile che arriveranno a uno scontro aperto". Qualche minuto fa l'intesa: è stata concessa una proroga di un mese.

Sono state ore frenetiche quelle vissute nella palazzina di via Pio XI a Caronno Pertusella, dove da questa mattina – per sostenere l'uomo che si è visto portare via l'appartamento vendutogli in permuta per i lavori svolti nella palazzina – è in corso un presidio di persone del "Comitato auto-organizzato saronnesi senza casa". L'ufficiale giudiziario è arrivato puntuale come un orologio, rispettando l'ultimatum stabilito dopo le tre sentenze che hanno confermato l'annullamento del rogito della casa. Sì, perché Giuseppe non è stato sfrattato da un'abitazione in affitto bensì da una casa di sua proprietà: dopo avere lavorato alla costruzione del condominio, era stato “compensato” con uno degli appartamenti di 85 metri quadrati (valore 140 milioni di vecchie lire su 170 milioni di lavori che gli erano stati riconosciuti). La banca creditrice del mutuo gravante sul condominio gli aveva rilasciato un atto notarile con cui dichiarava la revoca di ogni eventuale credito sull'appartamento. Così, avendo in mano tutti i documenti, Melis aveva potuto rogitare entrando in possesso della casa. Cinque mesi dopo, inaspettatamente, la banca aveva sostenuto di vantare ancora crediti sull'appartamento e il curatore fallimentare aveva chiesto al tribunale di invalidare l'acquisto dell'abitazione. Fatto sta che in primo grado il verdetto è stato a favore del curatore, successivamente confermato dalle sentenze di appello e Cassazione. Di qui l'epilogo di questi giorni. "Giuseppe è disposto a lasciare la casa ma solo se gli verrà riconosciuto quello che gli spetta per i lavori fatti nel palazzo – spiega il fratello – Del resto è anche creditore di circa 30mila euro, perché il valore della casa era inferiore rispetto a quello della sua prestazione d'opera. Speriamo non accada il peggio".  Ebbene, non si è parlato di soldi, tuttavia è stata concessa la proroga di un mese.

Sul posto c'era anche il sindaco Loris Bonfanti: "In questi giorni ho cercato in ogni modo di ottenere una proroga ma non ci sono riuscito – fa sapere – Purtroppo non abbiamo case comunali disponibili, per cui c'è bisogno di tempo per aiutare il signor Melis a trovare un altro alloggio".


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