Home ARCHIVIO Senza casa, vivono in auto "Meglio a Paderno che altrove"

Senza casa, vivono in auto “Meglio a Paderno che altrove”

padernoSono le 9, lei sta facendo il caffè con un fornelletto da campeggio e una moka di fortuna. Lui torna in sella alla bici, dietro legati sul portapacchi ci sono due taniche di benzina. Serviranno per scaldarsi la notte seguente. Il cielo bianco anticipa il drastico calo di temperature previsto. “Consuma di più ferma, che quando viaggia” sussurrano. L’accento rimanda al sud Italia, alla provincia di Cosenza. Così è iniziato un nuovo giorno per Vittoria e Pasquale Ippolito, 53 anni entrambi. Un nuovo giorno che ricalca quelli dell’ultimo mese.
Da quando, dallo scorso 9 novembre, la loro Seicento parcheggiata davanti all’oratorio don Bosco di Paderno Dugnano è diventata a tutti gli effetti la loro casa. L’ultima notte è stata difficile. Scomoda, gelida e solitaria. “Non abbiamo un lavoro, siamo senza un posto dove stare – spiegano i due coniugi, sposati dal ’91 – Meglio qua assieme che in dormitorio a Milano come ci hanno proposto”. La moka appoggiata al muretto del parcheggio inizia a sbuffare diffondendo il profumo di caffè, di calore, di casa. “Qui qualcosa mangiamo – spiega lui, muratore da una vita, da un anno disoccupato – ma giù non c’è niente”. Il loro tutto però si trova in un paesino in provincia di Cosenza. Ad Albidona, 1500 anime appena, hanno una casa ereditata dai parenti di lei. Ed è il loro più grande ostacolo per accedere alla graduatoria del Comune per ricevere un alloggio comunale. “Abbiamo vissuto per 23 anni in via Gramsci a Paderno, ci aiutava mio fratello – spiega Ippolito – Poi non siamo più potuti stare lì”. Un anno fa, il trasloco. Mobili smontati e accatastati in box di fortuna. E un tetto sopra la testa che non c’è più. “Li abbiamo lasciati in via Concordia – aggiunge Vittoria – Qui per anni ho pulito le scale”. Alla mancanza di una casa si sono aggiunte le operazioni di lei e gli infortuni di lui. E da luglio hanno iniziato a vivere in auto. Parcheggiata davanti all’oratorio, sinonimo per loro di sicurezza e discrezione. Fino al 22 dicembre sono obbligati a restare per le visite di lei. Ne dovrà fare tre fino alla settimana di Natale. “Se avessi avuto una casa, a quest’ora starei preparando le crespelle – ricorda con un tuffo indietro nella memoria – Invece non so neanche dove sarò”. Dopo le visite lei ha intenzione di tornare a Cosenza dalla sorella, ma lui proprio non ne vuole sapere. “Giù non voglio tornare – dice scuotendo la testa – Dormirò da un conoscente”. Intanto alcuni residenti e commercianti offrono loro la colazione e la cena. L’oratorio ha messo a disposizione i propri bagni per una doccia al giorno. Il Comune ha attivato la mensa dei poveri che da un mese fornisce loro il pranzo. E in queste ore alcuni padernesi provvederanno al lavaggio della biancheria.
Simone Carcano

 



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