HomeNORD MILANO"Cambiamo nome a piazza Cadorna, mandò al macello migliaia di soldati"

“Cambiamo nome a piazza Cadorna, mandò al macello migliaia di soldati”

Gianfranco Morelli con il suo libro "Muti passarono"

Ripristinare l’antico monumento ai Caduti solaresi e togliere l’intitolazione della piazza delle scuole al generale Cadorna: è la proposta lanciata a sindaco e consiglio comunale di Solaro da Gianfranco Morelli in occasione del 4 novembre.   

Morelli, docente di scuola superiore, già consigliere comunale e assessore, appassionato di storia ed autore del libro “Muti passarono”, che ricorda tutti i caduti della Grande Guerra di Solaro, Ceriano Laghetto e Cogliate (all’epoca comune unico), invita ad una riflessione con due proposte concrete.

“Nel 1920 -spiega Morelli-  a due anni dalla fine del primo conflitto mondiale, mentre i reduci continuavano ancora a morire segnati dalle ferite nel corpo e nell’anima e la “spagnola” mieteva vittime civili in numero maggiore a quello dei caduti sui campi di battaglia, il sindaco di Solaro Giuseppe Colombo inaugurava tra le tombe del cimitero cittadino il monumento alla memoria dei caduti solaresi. Progettata dall’architetto Zanchetta, la scultura rappresentava una candida figura dolente abbracciata alla croce, appoggiata ad un basameno che, oltre ai nomi dei caduti riportava la semplice frase: “Ai caduti di Solaro, la riconoscenza della Patria, la pace di Cristo”  .

Si trattava di un’opera ispirata alla “pietas cristiana”, ben lontana dalle altre che sotto il regime fascista sarebbero state erette in tutta la penisola e improntate alla retorica celebrativa della vittoria espressa in forma di obelischi, aquile rampanti, selve di baionette, bandiere impugnate come lance da eroi/semidei con lo sguardo proteso all’orizzonte.

Quel semplice e candido monumento rimase nel cimitero di Solaro per più di mezzo secolo, fino a quando nel 1973, con l’inaugurazione in via drizza del nuovo monumento ai caduti delle due guerre mondiali, non venne demolito. Lapidi e basamento sono andati distrutti ma la scultura, pressoché integra, è oggi appoggiata ad un muro del camposanto”.

“Credo che sarebbe un bel regalo per la città -continua Morelli-  riportare alla luce un così bel simbolo della memoria e della coscienza collettiva trovandole idonea collocazione in vista del 4 novembre 2018, centenario della fine della grande guerra. 

E inoltre si potrebbe anche pensare di intitolare ai nostri caduti del 15-18 la piazza che oggi porta il nome di quel generale Luigi Cadorna di cui tutta la storiografia contemporanea deplora la conduzione dell’esercito italiano nel corso della guerra. Unicamente interessato a rinverdire i fasti del padre Raffaele, eroe delle guerre risorgimentali e conquistatore di Porta Pia, Luigi Cadorna mandò gratuitamente al macello migliaia di fanti con la sconsiderata e suicida tattica delle “spallate”, impose il terrore alle truppe con centinaia di fucilazioni di disertori veri o presunti e infine tentò di attribuire alla viltà dei soldati il disastro di Caporetto, frutto dell’inettitudine e dell’arroganza dello stato maggiore che a seguito di ciò venne quasi totalmente destituito.
A un secolo di distanza la storia può fare giustizia mettendo da parte le stellette e rendendo onore alle gavette”.

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