Home BUONO A SAPERSI Patenti moto: più difficili con le nuove normative

Patenti moto: più difficili con le nuove normative

Smaniosi di acquisire le patenti per guidare moto e ciclomotori? Stiamo parlando della patenti A, A1 e A2, per la quali sono da poco cambiate le prove pratiche previste nell’esame, al fine chiaramente di attestare una perfetta padronanza del mezzo da parte dei futuri centauri.
A introdurre le nuove prove pratiche è stato un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La nuova modalità di svolgimento degli esami per le patenti per moto e ciclomotori (A1, A2 e A) è stata pubblicata lo scorso 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, ma anche se sarebbe dovuta entrare in vigore già alla fine di ottobre, partirà invece dal 2 gennaio 2019.

La data di entrata in vigore, annuncia una circolare del ministero, è stata rinviata accogliendo la richiesta della Confarca (la confederazione italiana che rappresenta le scuole guida) di adeguare le piste in dotazione alle autoscuole e quelle degli uffici provinciali e dunque di posticipare la sua entrata in vigore all’inizio del 2019.

L’Italia dunque si uniforma ad una direttiva comunitaria che risale al gennaio del 2013, che fissava i criteri per effettuare la prima parte dell’esame pratico per conseguire la patente moto, dando cinque anni di tempo ad ogni Paese per adeguarsi.
L’esame pratico prevederà tre esercizi.

Il primo serve a verificare l’equilibrio del motociclista: è una prova lenta, composta da uno slalom tra i birilli e da un rettilineo. Per percorrerlo bisogna impiegarci almeno 15 secondi, dimostrando di saper restare in sella nonostante la bassa velocità, con una media di 30 km orari.

Il secondo esercizio deve dimostrare la propria capacità nel governare il veicoli a velocità di almeno 50 km/h e non più 30km/h come in passato.

Si tratta di uno slalom seguito dall’evitamento di un ostacolo e successiva frenata in uno spazio prestabilito. Il tempo massimo di svolgimento della prova non deve essere superiore a 25 secondi. Quella definita insomma la “prova ad alta velocità”, che, pur essendo più difficile della prima, garantisce maggiormente la sicurezza: per superarla occorre infatti avere molta padronanza del mezzo.

L’ultima prova pratica, che resterà invariata, sarà sempre quella dell’esame di guida nel traffico cittadino.
Infine il nuovo percorso di esame introduce l’obbligo del paraschiena almeno di tipo CB (Central Back Protector).

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