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Softball: termina la carriera della campionessa europea Francesca Betti del Saronno

Softball: termina la carriera della campionessa europea Francesca Betti del Saronno.
“O Capitano mio Capitano”. Tutti conosciamo la frase più celebre del film “L’attimo fuggente”.

Il contesto sembra costruito su misura per lo storico capitano, Francesca Betti del Saronno. Così come Robin Williams nel famoso film, anche Francesca ha deciso di mettere i titoli di coda alla propria carriera da giocatrice, dopo averci regalato grandi momenti ed emozioni in questi anni trascorsi.

Per l’addio qualche domanda, per conoscere più da vicino il suo punto di vista su vari argomenti riguardanti la sua carriera.

Raccontaci i tuoi inizi, come hai conosciuto il softball?
“È iniziato tutto 22 anni fa. Non avevo praticato nessuno sport fino a quel momento, e quando ho seguito mio fratello per una prova con il Bollate, mi sono letteralmente innamorata. Colpo di fulmine, come nei film d’amore più belli. Ricordo ancora che andavo tutti i giorni al campo d’allenamento, mi accompagnava mio nonno, e guardavo le atlete della Serie A, sognando di diventare un giorno come loro”.

Quali sono state le squadre della tua carriera? E quali sono i momenti più significativi?
“Come ho detto, ho iniziato a Bollate, è lì che ho conosciuto lo sport della mia vita e ancora ringrazio i miei allenatori di quel tempo, con i quali ho vinto praticamente tutto a livello giovanile, anche il tricolore, sotto la guida tecnica di mio fratello. C’è stata poi la parentesi a Caronno. Il cambio di ambiente mi ha rafforzata molto, ed è stato fondamentale nella mia crescita, permettendomi di tornare a Bollate, questa volta più esperta e matura, pronta per la Serie A. Infine sono arrivata a Saronno. La squadra che più di tutte mi ha reso parte della famiglia. Sin dai primi momenti mi sono sentita valorizzata, importante, e questo ha sicuramente influito anche sulle mie prestazioni in campo. Credo siano stati i tre anni migliori della mia carriera. Faticosi, vero, ma spettacolari…”

Con la Nazionale?
“Ho vestito la maglia azzurra delle giovanili, ma ricordo ancora tutto come se fosse ieri. Indossare quella divisa, rappresentare il tuo Paese e vincere (due Europei) con la scritta Italia sul petto è un onore enorme, che non dimenticheró mai…”.

Quali sono le giocatrici che ti hanno ispirato di più?
“Quando giochi per così tanti anni su quei meravigliosi diamanti di terra rossa, di campioni e campionesse ne incroci davvero tanti. Ho giocato da compagna ed avversaria con atlete del calibro di De Blase, Hardie, Degen e Kososternik, ma sicuramente, la giocatrice che più mi ha ispirato, e che più mi ha aiutata in questi anni è Valentina Marazzi. Dal timore reverenziale che avevo da bambina nel guardarla giocare, sono poi diventata sua compagna di squadra, e non smetteró mai di ringraziarla per tutti i suoi consigli…”.

Tra gli allenatori invece?
“Ai tempi di Bollate sicuramente Guido e Chicco Soldi, mi hanno insegnato a giocare, hanno messo le fondamenta della giocatrice che sono poi diventata a Larry Castro. Non lo ringrazieró mai abbastanza un grazie liga”.
In campo e fuori sei stata, a detta di molti, il giocatore che tutti vorrebbero in squadra. Che consiglio ti senti di dare alle giovani giocatrici che iniziano?
“Sono onorata di questa definizione, ho cercato di essere sempre me stessa. Sono così anche nella vita fuori dal diamante: rispettosa ma sempre pronta a cogliere la mia occasione. Alle piu’ giovani ed in generale a chi gioca dicevo, dico e continueró a dire che per avere successo serve: disciplina, umiltà, impegno e sacrificio…”.

Si può sperare di rivederti sul campo, magari in vesti diverse di quelle da giocatrice?
“Non credo che torneró sui campi. Lasciare non è stato facile, ma allo stesso tempo è stato naturale spontaneo. Al momento, se le ragazze lo vorranno, rimarró al loro fianco come punto di riferimento per sfoghi, chiacchiere e confronti vari. Un mio personale pensiero per le compagne che lascio: Siete un gruppo fantastico, pieno di talento. È arrivato il momento in cui il frutto deve maturare…”. Anche la dirigenza con Massimo Rotondo e Piero Bonetti, vicepresidente e presidente del Saronno Softball ha voluto spendere un commento su Francesca:”Ricordiamo perfettamente la prima partita di Francesca con la maglia del Saronno. Era una partita di Coppa Italia A2 contro Rescaldina. Vincemmo, e siamo rimasti positivamente impressionati dalla semplicità d’esecuzione dei suoi movimenti. Insomma la nostra “Franci” ha dato tantissimo alla nostra Società. Siamo fieri e orgogliosi di aver collaborato con lei in questi anni. Le nostre porte per te resteranno sempre aperte…”.


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