HomeCRONACA -Maxi retata di politici e imprenditori, ecco i primi nomi degli arrestati

Maxi retata di politici e imprenditori, ecco i primi nomi degli arrestati

104Tra i destinatari delle 43 misure cautelari disposte dal giudice Raffaella Mascarino su richiesta della Procura di Milano ed eseguite questa mattina da Carabinieri e Guardia di Finanza, ci sono anche il consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella, candidato di Forza Italia alle Europee e il sottosegretario della Regione Lombardia Fabio Altitonante, anch’egli di Forza Italia. Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere e corruzione. I magistrati hanno anche presentato una richiesta di arresto per il parlamentare di Forza Italia Diego Sozzani, accusato di finanziamento illecito ai partiti.

La parte varesina della complessa indagine che coinvolge complessivamente 95 persone, è stata seguita dalle Fiamme Gialle di Busto Arsizio.

 

Essa ha riguardato fatti corruttivi con diversi obiettivi.

Tra questi far ottenere a un imprenditore il cambio di destinazione urbanistica di un’importante area del Comune di Gallarate, da industriale a commerciale, nell’ambito della variante generale al Piano di Governo del Territorio comunale in fase di approntamento.

Inoltre far ottenere ad altro imprenditore, sempre nell’ambito della stessa variante al Pgt, l’accoglimento del contributo partecipativo relativo a un complesso immobiliare soggetto a vincoli paesaggistico-ambientali;
– far ottenere a professionisti e imprese compiacenti fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica varesine, in cambio della successiva retrocessione agli associati di parte del corrispettivo incassato a fronte dell’incarico stesso;
– turbare bandi per l’assunzione di personale direttivo e dirigente presso società a partecipazione pubblica;
– promettere l’affidamento a predeterminate imprese di appalti per l’esecuzione di opere commissionate dalle suddette società pubbliche;
– istigare alla corruzione amministratori pubblici.

La parte milanese dell’indagine, seguita dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Monza, ha documentato:

– l’esistenza di un’associazione per delinquere costituita da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, per uno dei quali con l’aggravante di aver agevolato, mediante assunzione di operai nella propria azienda, ovvero attraverso contributi e aiuti economici, anche reperendo commesse lavorative in violazione della normativa antimafia, esponenti della ‘ndrangheta presenti nel territorio di Corsico e Buccinasco;
– la turbativa di gare bandite da società multi-utility facenti parte di un noto gruppo societario del settore energia e ambiente lombardo, attraverso la realizzazione di un cartello di imprese in accordo tra loro al fine di spartirsi l’aggiudicazione di singoli lotti;
– illeciti finanziamenti erogati da imprenditori a partiti politici e a candidati alle ultime elezioni regionali e politiche (tra questi figura un Deputato della Repubblica, destinatario della misura degli arresti domiciliari in atto sospesa in attesa del rilascio dell’autorizzazione a procedere da parte della Camera dei Deputati), allo scopo di essere favoriti nell’assegnazione degli appalti da parte di società di servizi pubblici;
– fatti corruttivi relativi al rilascio di autorizzazioni amministrative relativamente a immobili sottoposti a vincoli paesaggistici;
– fatti corruttivi posti in essere da un imprenditore per ottenere, prima della pubblicazione dei bandi di gara, informazioni privilegiate e riservate sulle procedure, ovvero per alterare gli affidamenti di appalti cd. “sottosoglia”, mediante l’utilizzo di imprese di comodo cui far destinare fittizie lettere di invito ad offrire.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, gli operanti hanno dato esecuzione a vari decreti di perquisizione, anche presso le sedi di enti pubblici, tra i quali il Comune di Milano, e società di servizi di Milano, Varese e Novara, nonché al sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie degli indagati fino a concorrenza di circa 130.000 euro, equivalenti al profitto dei reati di corruzione accertati.


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