HomePrima PaginaStrangolata nel bosco a Cadorago: entrambi clandestini, lui doveva essere in carcere

Strangolata nel bosco a Cadorago: entrambi clandestini, lui doveva essere in carcere

cadorago bosco Erano entrambi senza fissa dimora ed irregolari sul territorio italiano: vivevano in una tenda nel bosco a Cadorago, dove la notte tra il 24 e il 25 settembre l’uomo ha ucciso la compagna strangolandola.

M.C. marocchino classe 1974 si trova in carcere a Como con l’accusa di avere ucciso, come da lui stesso confessato, K.F., 48 anni, marocchina: aveva già un ordine di carcerazione pendente.

L’uomo aveva precedenti per spaccio di droga ed un ordine di carcerazione prima sospeso e poi ripristinato il 19 settembre.

Il delitto si è consumato nell’area boschiva di Cadorago.

Dalla nota diffusa dai carabinieri di Cantù si apprende che le approfondite indagini effettuate nelle ultime ore hanno consentito di ricostruire che “nel corso della nottata, all’interno di una tenda sita nella citata zona boschiva, aveva avuto una lite con la predetta convivente per futili motivi uccidendola mediante strangolamento.

Lo stesso uomo nel corso del primo pomeriggio successivo (ieri 25 settembre), veniva controllato casualmente da agenti della Polizia Locale di Milano, riferendo il delitto commesso.

Immediate, dunque, le indagini dispiegate dai militari operanti: dapprima il sopralluogo sulla scena del crimine che ha consentito di rinvenire il cadavere della donna e, con le attività tecniche, di porre in sequestro il bivacco svolgendo i rilievi di rito”.

E’ stata acquisita la confessione del fermato che e ha ammesso spontaneamente le proprie responsabilità, sono stati raccolti ulteriori elementi di riscontro da un testimone (presentatosi spontaneamente presso la Stazione Carabinieri di Lomazzo) che ha confermato gli indizi a carico del sospettato.

“I successivi accertamenti -prosegue la nota dei carabinieri – infine, hanno fatto emergere a carico del fermato una revoca della sospensione di ordine per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo, emesso in data 19 settembre 2019 dal Tribunale di Como per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

M.C. è stato dichiarato in stato di fermo di indiziato di delitto e associato presso la casa circondariale di Como”.


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