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Spariscono i “solo treno”: pendolari in rivolta contro gli aumenti ingiustificati di Trenord

Da oggi solo biglietti e abbonamenti integrati per i viaggiatori che partono dai comuni dell’Area metropolitana di Milano e della provincia di Monza e Brianza.

Una novità che   porta vantaggi ad un grande numero di pendolari, offrendo loro l’opportunità di usufruire anche dei mezzi Atm risparmiando, ma che  per almeno 25.000 pendolari “solo treno” si rivelerà una beffa.

Chi usa soltanto il treno perché deve recarsi in un luogo che è vicino ad una stazione ferroviaria, finirà col pagare fino a quasi il 50% in più.

Regione Lombardia aveva promesso un sistema di “compensazioni” ma la procedura per ottenere i rimborsi stabilita da Trenord è stata giudicata “una beffa, una presa in giro, regolamento capestro” dal gruppo regionale del Partito Democratico che ha diffuso una nota annunciando una mozione urgente al consiglio regionale.

Intanto sulle pagine Facebook dei pendolari si moltiplicano le testimonianze di trova un sistema per pagare meno l’abbonamento, sottoscrivendolo da stazioni non inserite nello Stibm e usufruendo dei bonus.

Chi parte da Cesate o Garbagnate viene invitato a fare l’abbonamento da Caronno Pertusella, più distante ma che alla fine costa meno.

Chi non riesce ad approfittare di questi stratagemmi, dovrà provare con il rimborso, ma solo dopo aver pagato i nuovi prezzi per 3 mesi.

“Mantenere la tariffa solo treno non avrebbe senso dopo l’introduzione del nuovo sistema tariffario, che propone un prodotto nuovo e con molti vantaggi” -hanno spiegato dall’Ufficio stampa di Trenord.

“L’assessore Terzi aveva detto che nessun pendolare avrebbe pagato di più fino a quando le condizioni del trasporto ferroviario regionale non fossero diventate accettabili – dichiarano i consiglieri regionali del Pd Gigi Ponti e Pietro Bussolati. Ora possiamo dire che ha detto una cosa non vera, perché ci sono 25mila lombardi che già oggi stanno acquistando abbonamenti che costano anche il 40% in più per avere esattamente lo stesso servizio di prima. I rimborsi sono una beffa. Per entrare al Pentagono forse serve meno burocrazia”.

Ancora più diretti i Comitati dei pendolari dei gruppi Gallarate – Milano, della linea S6 Milano-Novara, del Nodo di Saronno e del Domodossola Arona che hanno scritto una lettera aperta durissima invitando l’assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi a dimettersi.

Ecco alcuni stralci della durissima lettera dei comitati:

“Perché mai Assessore non ci ha messo la faccia e non ha illustrato le motivazioni della sua scelta ai rappresentati dei viaggiatori del Tpl da settimane le chiedono un incontro senza per altro aver mai ricevuto risposta dal suo staff?
Forse perché non vuole sentirsi dire che fare politica sui soldi dei cittadini non è più accettabile? Forse perché non vuole sentirsi dire che i pendolari ne hanno le tasche piene dei rimpalli di responsabilità, della furbizia e delle bugie?” “Fino a quando, Assessore, avete intenzione di negare che togliendo i biglietti “solo treno”, nelle casse di Trenord finiranno ingiustificatamente migliaia di euro in più senza che formalmente sia stata applicata alcuna maggiorazione tariffaria?”
“I viaggiatori e i rappresentanti non stanno più a questo gioco, e sono stanchi di essere lo stagno in cui tutti gettano il sasso e poi nascondono la mano, sono stufi di mendicare un dialogo costruttivo quando da parte sua continuiamo a non ricevere risposte”.

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